Sperimentare la fabbrica 4.0 ora è possibile in laboratorio

REGGIO EMILIA. C’è un esoscheletro, un visore per lavorare con la realtà virtuale, i carrelli a guida laser della E80 di Viano e il magazzino verticale automatico della Modula di Casalgrande. Tutti ritrovati della tecnica ingegneristica reggiana, sempre più votata al digitale, riuniti sotto lo stesso tetto di capannone. Quello del “Laboratorio dimostrativo di tecnologie della manifattura avanzata” chiamato “Digital Automation Lab”, situato in via Sicilia a Reggio, dove le imprese possono sperimentare soluzioni all’avanguardia di automazione, robotica, e modelli di simulazione virtuale. Scopo del centro, inaugurato al termine dell’assemblea annuale di Unindustria, è attirare capitali e nuove professionalità. La struttura, promossa dalla Fondazione Rei (il centro per l’innovazione e il trasferimento tecnologico di Reggio Emilia) si colloca all’interno del “Distretto Digitale” della città ed è cofinanziata dalla Regione. «Reggio Emilia è in marcia e guarda al futuro», ha commentato il presidente di Unindustria Reggio, Fabio Storchi «il digitale è una delle scelte strategiche che abbiamo fatto. Le nostre imprese hanno necessità di questo genere di figure, che tuttavia al momento non sono disponibili sul mercato del lavoro». Ieri il giro riservato agli imprenditori – tra cui un attento Luigi Maramotti che ha voluto partecipare all’inaugurazione – segna l’avvio del laboratorio che ha diverse dotazioni. Risponde all’esigenza di valutare se il processo manifatturiero sia pronto per l’automazione, se ne favorisce il successivo assorbimento mettendo al centro l’uomo. Le imprese che vi accedono ottengono diversi vantaggi: il disegno di soluzioni personalizzate e collaborative, co-create dal personale dell’impresa e dallo staff del laboratorio; tempi di realizzazione più rapidi della fase di progettazione della soluzione.

E.L.T.


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