Arsenale rubato: condanne per 25 anni

Dai 4 ai 6 anni di carcere per i cinque calabresi accusati di avere rubato le armi su commissione destinate a Cutro

MONTECCHIO. Sono accusati di aver commesso il furto su commissione di un arsenale di armi destinate a Cutro, venendo però scoperti e infine, ieri, condannati in primo grado a 25 anni totali di carcere. Una pena sulla quale ci sarà quasi sicuramente una richiesta di appello da parte dei difensori dei 5 imputati calabresi che tra il 2020 e il 2021 sono finiti nei guai per il furto di un ingente quantitativo di armi ai danni di un collezionista di Montecchio. Si tratta di 11 pistole, 2 rivoltelle, 4 fucili e 4 carabine di varie marche e calibri (alcune delle quali per il tiro di precisione) e 500 munizioni. Ieri c’è stata l’udienza finale del rito abbreviato – quindi con lo sconto di pena di un terzo – davanti al gup Dario De Luca, al quale la pm Maria Rita Pantani aveva avanzato dure richieste di condanna per furto in abitazione in concorso aggravato dalla violenza sulle cose, oltre che detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni. La richiesta di pena più “bassa” – 6 anni di reclusione – riguardava Salvatore Spagnolo (crotonese di 30 anni, domiciliato a Reggio Emilia, condannato ieri a 4 anni) che era il “custode” della Santa Barbara recuperata nel settembre 2020 nel sottotetto di un condominio di Reggio Emilia. L’operaio aveva prima negato, poi collaborato nelle indagini, ammettendo di aver commesso il colpo in accordo con altri, consentendo perfino di fare ritrovare due pistole semiautomatiche che mancavano all’appello.

Richiesta di condanna più elevata – 6 anni e 8 mesi di reclusione – per gli altri quattro imputati. Tre sono stati chiamati in correità da Spagnolo, e si tratta del 26enne Angelo Aiello (residente a Cadelbosco Sopra, condannato ieri a 6 anni di reclusione), il 23enne Salvatore Ranieri (23 anni, residente a Cutro, ma di fatto domiciliato a Reggio Emilia, condannato ieri a 4 anni e 8 mesi) e il 20enne Francesco Migale (vive a Cutro, condannato a 4 anni e 8 mesi).


Le indagini avevano portato, infine, ad individuare un quinto componente, vale a dire il 43enne Giuseppe Migale Ranieri (originario di Cutro, ma residente a Cadelbosco Sopra) condannato ieri a 6 anni di reclusione.

A Spagnolo, difeso dall’avvocato Federico De Belvis, sono state riconosciute le attenuanti equivalenti alle aggravanti nonché alla recidiva, con riconoscimento della continuazione, accogliendo quindi la concessione delle attenuanti generiche in ragione probabilmente del comportamento processuale, come aveva chiesto il suo legale.

«Mi riservo di leggere le motivazioni e presenteremo poi appello» annuncia Giuseppe Migale Ranieri, legale omonimo del suo assistito. Strada che sarà con ogni probabilità imboccata anche da Luigi Colacino, difensore di Ranieri, e da Fabrizio Salviati, legale di Aiello.

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