Anche Panarari (FdI) senza vaccino: «Farò i tamponi»

Il consigliere comunale non si è sottoposto alla vaccinazione anti Covid «per motivi di salute»  e dichiara: «Non sono no-vax»

REGGIO EMILIA. Non solo Paola Soragni. Sono due i consiglieri comunali reggiani che non si sono ancora sottoposti alla vaccinazione anti Covid. E che, almeno per adesso, non hanno intenzione di farla.

Oltre all’esponente del Movimento 5 Stelle, che rischia di rimanere esclusa dalle sedute non volendo neanche sottoporsi al tampone, vi è infatti anche Cristian Panarari, recentemente entrato in Fratelli d’Italia dal Gruppo misto (e, prima ancora, dai pentastellati). Ma il suo, a differenza dell’ex collega di banco, sarà un caso facilmente risolvibile: «Anche per esigenze di lavoro – precisa Panarari – ho prenotato i tamponi Covid ogni 48 ore e sono già coperto anche per poter accedere al consiglio comunale e alle manifestazioni e iniziative che organizzeremo con Fratelli d’Italia. Sarò opportunamente fornito di certificazione verde».


Sulle ragioni della mancata vaccinazione, invece, il neo-esponente della destra reggiana spiega: «Chiarisco subito che non sono assolutamente un no-vax. Non mi sono vaccinato perché ho avuto dei problemi cardiaci già lo scorso anno, sono stato anche operato e non sto ancora bene. Ho quindi deciso di sentire il parere di diversi medici, non essendo io uno specialista, e ho trovato pareri discordanti. Una metà mi ha consigliato di fare il vaccino, di “andare tranquillo”, mentre l’altra mi ha suggerito di aspettare un attimo perché in alcuni casi ci sono state delle conseguenze. Dimostrare se siano legate alla vaccinazione o meno non spetta a me, ma nel dubbio ho preferito attendere».

È una «scelta personale», prosegue il consigliere comunale, «momentanea. Per adesso è così, quando avrò maggiori certezze di non rischiare lo farò». Nettamente oppositiva, invece, l’opinione di Panarari sulla certificazione verde. Che pur ha dovuto fare per poter continuare a recarsi sul posto di lavoro: «Come detto non sono no-vax, ma sono decisamente no-green pass. E sono d’accordo con quello che ha detto Giorgia Meloni, ovvero che se la certificazione verde è obbligatoria allora i tamponi devono essere gratuiti. Pagare per andare al lavoro è assurdo, nel mio caso è una spesa non indifferente. Parliamo di tre o quattro tamponi a settimana per 15 euro a tampone, fatevi un po’ voi i conti...».

Tornando al caso della Soragni, oggi il presidente del consiglio comunale, Matteo Iori, incontrerà i capigruppo per trovare una soluzione. La pentastellata ha richiesto di poter assistere alle sedute in videoconferenza ma, precisa Iori, «per me l’interpretazione del regolamento che abbiamo approvato in estate è chiara. È possibile avvalersi della modalità di partecipazione telematica fornendo un’autocertificazione che ne motivi l’esigenza per ragioni di salute o lavorative. Non ci sono altri presupporti per i quali si possa essere assenti».

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