Guastalla, la magia del fiume Po in 100 fotografie di Michael Kenna

La mostra a Palazzo Ducale raccoglie scatti in bianco e nero realizzati dalla sorgente alla foce dal 2017 al 2019

GUASTALLA. Il Po continua ad essere fonte di ispirazioni per gli artisti.

Sabato inaugura a Guastalla, a Palazzo Ducale, la mostra fotografica di Michael Kenna dedicata al grande fiume, che sarà aperta fino al 6 gennaio.


L’autore sarà presente al taglio del nastro e il giorno dopo dialogherà con Sandro Parmiggiani, nella chiesa di San Francesco.

La mostra “Il fiume Po” raccoglie 100 fotografie in bianco e nero scattate dal 2007 al 2019, dalla sorgente alla foce, dalle montagne piemontesi alle rive adriatiche attraverso le distese della Pianura Padana.

Caratteristica del grande fotografo inglese è quella si sviluppare i progetti fotografici importanti nel corso di molti anni, per poi approdare alla loro pubblicazione. In questo caso, le prime fotografie risalgono al 2007, quando venne invitato a fotografare il territorio reggiano in vista della grande mostra antologica “Immagini del settimo giorno” a Palazzo Magnani nel 2010 a Reggio Emilia.

Da lì è cresciuta nel tempo e si è sviluppata per Michael Kenna una familiarità con il grande fiume e i suoi molteplici paesaggi. «Suppongo che la domanda da porsi sia: come si può non essere colpiti dal grande fiume Po? – ha detto l’artista – È potente, bello, carismatico e ha un’attrazione singolare e magnetica. Già durante le mie prime visite speravo che un giorno ci sarei tornato. Quando l’ho fatto nel 2017, mi sono sentito come se stessi familiarizzando di nuovo con un caro, vecchio e saggio amico. Queste fotografie sono il riflesso delle mie conversazioni col Po. Spesso paragono la fotografia all’incontro con una persona. Ne incrociamo migliaia, se non milioni, nella nostra vita, ma solo poche di loro rimangono come buoni amici con cui restiamo in contatto ripetutamente. Perché è così? Cosa forma i legami d’amicizia e d’amore? Come fa uno in apparenza estraneo, di un altro Paese — com’è il Po per me — a diventare un caro amico? Succede».

L’artista inglese illustra così la sua affascinante poetica. «Preferisco pensare che le mie fotografie siano più vicine alla poesia che alla prosa, e ripeto spesso che il colore è un po’ troppo specifico, determinato per il mio modo di lavorare. Vediamo tutto a colori. Il bianco e nero, invece, è una riduzione essenziale della stimolazione sensoriale che permette alla nostra immaginazione di attivarsi di più. Il bianco e nero dice precisamente che questa è un’interpretazione, non è un tentativo di copiare ciò che vediamo con i nostri occhi. Mi piace leggere gli haiku, perché suggeriscono una grande quantità di cose in poche parole. Come queste poesie, non cerco di ritrarre tutti i dettagli di una scena, o di dare una descrizione accurata di ciò che c’è. Preferisco suggerire ciò che non posso vedere, ma che immagino possa esserci: strati sottostanti nascosti nella nebbia e nell’oscurità o nascosti oltre i bordi della cornice».

La mostra è ospitata nel piano nobile del Palazzo Ducale. In esposizione, accanto all’intera serie di cento fotografie che compongono il libro pubblicato l’anno scorso da Corsiero editore, una video intervista al fotografo realizzata appositamente per questo progetto. L’inaugurazione con la presenza del fotografo ci sarà sabato alle ore 17.30. Domenica invece Michael Kenna dialogherà con Sandro Parmiggiani alle 10.30 presso la Chiesa di San Francesco (via Passerini).Queste le giornate e gli orari di apertura: mercoledì, sabato e domenica 9.30-12.30 e 15.30-18.30. È consigliata la prenotazione e l’accesso richiede il possesso del green pass.


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