No vax morto, la verità nei pc e cellulare

La procura ordina perizie su computer e telefono del defunto per capire come veniva curato dal medico reggiano

REGGIO EMILIA. L’inchiesta sul paziente no vax morto al Sant’Anna di Ferrara si allarga e gli inquirenti hanno sequestrato su ordine del pm Ciro Alberto Savino il computer dell’uomo e il suo cellulare, in cui sono registrati tutti i rapporti, a distanza, con il medico volontario di Reggio Emilia che fa parte del gruppo di Assistenza 999 di IppocrateOrg, che segue pazienti nelle cure domiciliari anti Covid.

Dunque, ora gli inquirenti ferraresi cercano la verità sui rapporti tra paziente e medico nei vari file del computer, nelle varie mail che si sono scambiati fino alla fine d’agosto/primi di settembre – quando il paziente G.M., 68 anni, venne ricoverato al Sant’Anna –, nelle tracce telefoniche e nei messaggi whatsapp che si scambiavano.


Il medico reggiano per prescrivere terapie e farmaci (cortisonici, antivermifughi e altro), il paziente per indicare lo stato delle sue condizioni e riferire i livelli, ad esempio, della saturazione, indice importantissimo per la valutazione della eventuale compromissione respiratoria e di una infezione polmonare in atto. Proprio su questo aspetto si concentra l’inchiesta ed ha portato la procura a contestare – al momento solo contro ignoti ma nei prossimi giorni il medico sarà indagato – le ipotesi di omissione di soccorso e colpa medica: perché al momento del ricovero al Pronto soccorso ai primi di settembre, il paziente aveva un valore di 58 di saturazione, mentre la stessa associazione IppocrateOrg indica nelle avvertenze ai propri pazienti che sotto i valori di 92/94 occorre subito recarsi al pronto soccorso.

Su questa circostanza si concentra l’inchiesta, e gli inquirenti dovranno valutare se il medico fosse a conoscenza della caduta in picchiata dei livelli di saturazione che il paziente (da quanto si appende) comunque gli comunicava. Intanto, la polizia giudiziaria della procura sta istruendo tutte le pratiche per potere svolgere l’autopsia (a metà della prossima settimana), e sta compiendo atti per l’identificazione certa e giudiziaria del medico per poter poi inviare gli atti di garanzia per la sua difesa.

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