Contenuto riservato agli abbonati

Saman: sacchi in un canale, test sui resti

Vigili del fuoco e carabinieri fanno la scoperta nel cavo di bonifica. Attesi i risultati della medicina legale sui ritrovamenti

NOVELLARA. Due sacchi in un canale con dei resti organici travati una quindicina di chilometri da Novellara. Questo è quanto ritrovato il 28 settembre scorso da vigili del fuoco e carabinieri in una canale della bonifica Parmigiana Moglia, in località Fiuma. A compiere la scoperta sono stati i militari del Nucleo investigativo di Reggio Emilia, che non hanno mai smesso di cercare indizi sul corpo di Saman Abbas, la ragazza di origine pakistana di 18 anni che sarebbe stata uccisa dai cugini con la complicità dei genitori, poi fuggiti in patria.

Il ritrovamento non è passato certo sottotraccia visto che da oltre 5 mesi i carabinieri reggiani sono impegnati nella strenua ricerca del corpo della ragazza, “rea” secondo la famiglia di essersi ribellata al matrimonio forzato con un cugino in Pakistan al quale era stata promessa in sposa.


I militari hanno trovato sulla riva del canale della bonifica un sacchetto nero di cellophane con chiuso all’interno un altro sacco. Dentro c’erano residui di natura organica di color marrone, fatto riportato venerdì sera durante la puntata del programma Quarto grado.

Il ritrovamento è avvenuto in un quadrante, a nord-est di Novellara, considerato tra quelli di potenziale interesse investigativo nell’ipotesi in cui il corpo della ragazza fosse stato gettato altrove rispetto all’idea iniziale del sotterramento nella campagna vicino a casa degli Abbas.

I resti trovati all’interno dei sacchetti sono ora tenuti a venti gradi sotto zero nei laboratori dell’ufficio di Medicina legale di Modena, dove saranno sottoposti a dei test per verificarne l’origine. «Residui di natura verosimilmente organica di colore marrone» viene riportato nel verbale stilato dai carabinieri dopo il ritrovamento.

Servirà ancora qualche giorno, quindi, per poter valutare se si tratti di un colpo di scena o meno. Gli investigatori per il momento vanno molto cauti sull’ipotesi trattandosi di un ritrovamento assai lontano nel tempo rispetto alla scomparsa della ragazza, avvenuta la notte del 30 aprile dall’azienda agricola di Novellara in cui aveva precedentemente vissuto con i genitori.

Nel frattempo si attendono notizie dalla Francia dopo l’arresto dello zio di Saman, Danish Husnain, rintracciato nella periferia parigina e in attesa di estradizione verso l’Italia. I carabinieri reggiani avevano preso contatti con la polizia francese, con cui hanno collaborato in questi mesi per le ricerche, e che hanno portato all’individuazione e al fermo del 33enne pachistano, considerato l’autore materiale dell’omicidio. La missione aveva l’obiettivo di approfondire la rete di appoggi del latitante. Da questi accertamenti tra l’altro sarebbero emersi i contatti dello zio Danish con Nomanhulaq Nomanhulaq, il cugino ancora latitante e che pure è indagato per l’omicidio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA