Morto il fungaiolo disperso a Ligonchio: è precipitato in una gola dentro al torrente

Si tratta di Fulvio Venturi, 74 anni, ex dipendente Enel e dirigente sportivo. Molto complicato il recupero della salma

VENTASSO. «Quella è una zona che conosciamo tutti. Purtroppo è successa la disgrazia e ora mio fratello non c’è più». Sono finite nel peggiore dei modi le ricerche del fungaiolo disperso nella zona della Presa Alta, per il quale giovedì intorno alle 17,30 era scattato l’allarme: è stato trovato morto in fondo a una gola in mezzo alle acque, in quel punto, poco profonde del Rio Rimale.

Il corpo di Fulvio Venturi, 74 anni, ex dipendente Enel e dirigente della società locale di calcio Ramiseto-Ligonchio, è stato individuato ieri, intorno alle 9, quando da un’ora e mezza erano riprese le ricerche che la sera prima, attorno alle 23, si erano dovute interrompere per le condizioni meteo proibitive.


Dal campo base allestito a Presa Alta giovedì, ieri mattina alle 7,30 le ricerche erano già riprese. Pioggia, vento e scarsa visibilità non ha consentito ancora agli elicotteri di alzarsi in volo. Gli uomini del Soccorso alpino e i vigili del fuoco, una trentina in tutto con squadre specializzate a operare in contesti così difficili, sono tornati in campo, con un forte e drammatico sospetto che già dalla sera prima, quando ormai il meteo sconsigliava qualsiasi tentativo di calata, li aveva attanagliati, che l’uomo fosse scivolato lungo quel crepaccio.

Un volo di 70, 80 metri tra le rocce che formano sporgenze e anfratti. Quelle stesse rocce contro le quali, nella spaventosa caduta, l’uomo si è procurato un trauma cranico che non gli ha lasciato scampo. Il suo corpo è piombato nei pochi centimetri di acqua del rio, molto probabilmente già privo di vita.

Lì, ieri mattina, sono arrivati i primi soccorritori calandosi con le funi. Il recupero della salma fin da subito è apparso molto complesso. È stato necessario attrezzare la via di salita con delle corde e delle carrucole e la salma è stata portata su issando la barella verso l’alto, superando due profondi salti di roccia. Arrivati sul sentiero è stata poi trasportata, dopo 5 ore, fino alla strada carrozzabile.

Ai carabinieri di Ligonchio il compito di relazionare il magistrato di turno che ha subito lasciato libera la salma. Il funerale è stato già fissato. Si terrà domani alle 15 nella chiesa di Ligonchio. Oggi sarà possibile fare una visita nella camera ardente allestita all’obitorio dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti.

Venturi, un ligonchiese doc, viveva con la compagna Tonina in paese. Lascia anche un fratello, Luciano: «È stata una disgrazia. Quei posti li conosciamo tutti. Lui non aveva neppure gli scarponi ieri. Avrà pensato di fare un giro a vedere se trovava qualche funghetto. Ma il terreno era intriso di pioggia. È scivolato...».

Venturi era uscito di casa giovedì mattina. Aveva parcheggiato la macchina sulla strada che da Ligonchio porta alla Presa Alta, senza prendersi il telefono cellulare e si era diretto verso il bosco percorrendo quei sentieri a lui noti. Nel pomeriggio la compagna, non vedendolo arrivare, aveva dato l’allarme. Anche molti suoi conoscenti si erano subito messi in movimento; e infatti proprio alcuni di loro avevano trovato l’auto. Ma ormai probabilmente la tragedia si era già compiuta.

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