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Gli scout di Guastalla ritinteggiano e puliscono il bivacco di montagna

Il gruppo di ragazzi in azione al Santa Maria Maddalena hanno grattato le scritte, sistemato cibo e attrezzature

GUASTALLA. «Occorre lasciare il mondo un po’ meglio di come lo abbiamo trovato». Questo l’invito che Robert Baden Powell fondatore, nel 1907, del movimento mondiale dello scoutismo e subito dopo di quello del guidismo, ha lasciato agli scout di tutto il mondo. Detto fatto. Durante il weekend di sabato 2 e domenica 3 ottobre scorsi un gruppo di ragazzi di 16 anni – Andrea, Linda, Sebastiano, Alessandro – del gruppo scout Guastalla 1 accompagnati da tre capi – Lucia, Massimo, Andrea – si sono recati ai piedi della vetta Ventasso, per fare, come esperienza di servizio, manutenzione al Bivacco Santa Maria Maddalena.

L’idea è nata dopo che uno di loro, in vacanza quest’estate in quei luoghi, aveva constatato lo stato di degrado della struttura. È stato subito contattato il parroco di Cervarezza don Giancarlo Pergreffi e l’ufficio turistico del Comune di Ventasso per chiedere l’autorizzazione così il servizio ha potuto essere svolto. Il gruppo, munito di pittura, pennelli, attrezzi vari, cassetta di pronto soccorso, cassetta con cibo in scatola per le emergenze, è partito da Ventasso Laghi, e passando per il Lago Calamone è arrivato al Bivacco.


I ragazzi hanno così provveduto a grattare le scritte sul muro per poi ritinteggiarlo; pulire il bivacco; tagliare legna e sistemarla all'interno del bivacco e sistemare la cassetta d’infermeria, del cibo e quella per accendere il fuoco preparata a casa. Poi un fuoco nell’apposito braciere esterno alla casa e tante salsicce hanno allietato il pranzo dopo il lavoro. Quella dell’anello del Monte Ventasso è una delle escursioni classiche dell’Appennino reggiano, con partenza dal lago Calamone e arrivo sulla vetta del Ventasso, a 1.727 metri. La salita parte dalle sponde del lago, dopo aver fotografato un bellissimo gruppo di ninfee, attraverso una bellissima faggeta che ci conduce tranquillamente all’Oratorio di Santa Maria Maddalena, una costruzione che funge sia da culto che da bivacco di fortuna. Da qui inizia il percorso più ardito, attraverso le rocce a strapiombo dei Denti della Vecchia fino ad arrivare all’anticima del monte, detta Grotta delle Fate. La vetta è un prato riposante, dalla quale si gode uno spettacolo fantastico.


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