Linate, 20 anni fa la strage oggi il ricordo delle vittime

Tra di loro Giuseppe Bertacchini di Casalgrande e Massimo Prandi di Scandiano Commemorazione a Milano alla presenza delle delegazioni reggiane

CASALGRANDE E SCANDIANO. Le cittadine di Casalgrande e Scandiano si uniscono al doloroso ricordo collettivo per il disastro di Linate, di cui oggi ricorre il 20° anniversario. L’8 ottobre 2001, all’aeroporto milanese di Linate, avvenne uno dei più gravi incidenti aerei italiani del dopoguerra. Persero la vita 118 persone. Fra di loro, il 46enne di Dinazzano Giuseppe Bertacchini e il 29enne arcetano Massimo Prandi. Erano in partenza per un viaggio di lavoro in Danimarca, per una questione professionale dell’azienda di forni a microonde per imprese gestita da Bertacchini, di cui Prandi era uno dei referenti.

Come altri 116 fra donne e uomini, morirono a causa della collisione fra due aerei sulla pista di decollo, un violento urto che provocò la distruzione immediata di uno dei due velivoli e la rapida caduta dell’altro sopra un magazzino di smistamento bagagli.


Le celebrazioni nazionali si svolgeranno a Milano nella giornata odierna, mentre nel fine settimana anche Casalgrande omaggerà Bertacchini con un momento pubblico nel parco dedicato a quel tragico momento.

La cerimonia ufficiale di oggi è in programma alle 10.30 al Bosco dei Faggi all’interno del Parco Forlanini, e partirà con la messa a suffragio celebrata dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini, accompagnato dal Coro dei giovani de “La Verdi”. A seguire, prenderanno la parola il sindaco milanese Giuseppe Sala; la vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti e la presidente della Fondazione “8 ottobre” Adele Scarani Pesapane.

Scandiano e Casalgrande saranno rappresentate rispettivamente dal presidente del consiglio comunale Paolo Meglioli e dal sindaco Giuseppe Daviddi e dal consigliere comunale Fabrizio Panini, affiancati dagli agenti della polizia municipale Tresinaro Secchia con i gonfaloni.

Ad aprire il tutto, un gesto simbolico lanciato da Enac, ente nazionale per l’aviazione civile, che chiederà agli operatori del trasporto aereo di osservare un minuto di silenzio alle 8.10.

Domani invece, al parco di Dinazzano, Daviddi, altri esponenti dell’amministrazione comunale e i famigliari si ritroveranno per un momento pubblico nell’area verde che da dieci anni è intitolata proprio alle 118 vittime di Linate. Ad Arceto una via porta il nome di Prandi. La ferita è ancora aperta, per mezza Italia e per le comunità di Casalgrande e Scandiano, che ogni anno ricordano i due abitanti scomparsi e hanno sempre garantito presenza a fianco dei parenti, riuniti nella Fondazione nazionale che da vent’anni cerca di arrivare in fondo per chiarire la dinamica della collisione e per ottenere certezze su responsabilità mai ben chiarite.

Bertacchini lasciò la moglie Marta e le figlie Anna e Sonia, il fratello Ennio (a lungo componente del direttivo dell’associazione in memoria, oggi diventata una fondazione) e tanti parenti che ancora oggi vivono in zona. Il 29enne Prandi lasciò invece la fidanzata, la prima a scoprire l’accaduto tramite un telegiornale; il padre Angelo, la madre Fernanda e il fratello Simone.

Sul sito internet della Fondazione, www.comitato8ottobre.com, sono presenti schede di tutte le vittime. Nello spazio dedicato a Bertacchini compare un toccante messaggio della figlia Sonia: «Più cresco e più mi rendo conto che eri così giovane, uno splendido uomo che adorava la sua famiglia, i suoi amici, il suo lavoro e si adoperava con passione in tutto quello che faceva; avevi tante troppe cose da fare ancora; spesso mi chiedo come sarebbe andata se tutto questo non fosse successo».

Adriano Arati

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