Cuore Biancorosso, è di Little Taver il primo inno della Correggese

Ecco il nuovo inno ufficiale che Little Taver ha scritto con il sassofonista Corrado Terzi

CORREGGIO.  Fisico un po’ tarchiatello ma giocatore dai piedi buoni, oggi ricorda che lo chiamavano “l’Eraldo Pecci di Correggio” e racconta di aver lasciato il calcio a 19 anni (ma più tardi giocherà negli amatori), dopo aver svolto tutta la trafila nelle giovanili con la maglia della Correggese, per dedicarsi al tennis – ma anche a quella passione per la musica, che era già nata dentro di lui – che praticava con ottimi risultati. «Ero una speranza a livello provinciale, un giovane rinomato a livello di tennis» millanta oggi Little Taver, al secolo Davide Tavernelli da Correggio, il vero rocker emiliano che ha firmato e interpretato il brano “Cuore Biancorosso”.

È questo, infatti, il titolo del nuovo – ma sarebbe meglio dire il primo – inno ufficiale della Correggese, che Little Taver ha scritto con il sassofonista Corrado Terzi, protagonista insieme a lui in concerto negli inseparabili “his crazy Alligators” e che in passato ha fatto parte dei Ladri di Biciclette di Paolo Bellli prima di avere importanti collaborazioni con Luciano Ligabue e Raphael Gualazzi, con il quale ha suonato pure al Festival di Sanremo.

Domenica, per la prima volta in 73 anni di storia della società correggese, “Cuore Biancorosso” risuonerà allo stadio Borelli prima di un match di campionato, l’attesa sfida contro il Ravenna, valevole per la quinta giornata d’andata di serie D.

Come inno, “Cuore Biancorosso” vuole essere una sorta di “carica” alla squadra ma anche e soprattutto un tributo alla città di Correggio, la seconda dopo Reggio, come viene sottolineato nel pezzo con un ritornello in dialetto. Vengono citati piatti tipici emiliani e correggesi, come i cappelletti, il lambrusco e l’erbazzone, ma anche i valori che Correggio ha, su tutti quelli della Resistenza.

E lo stadio Walter Borelli, che si trova in via Fazzano 4 e può ospitare sulla tribuna principale un migliaio di persone, è dedicato proprio a un partigiano: un perito agrario di 22 anni, appartenente alla 26esima Brigata Garibaldi, che venne catturato dai fascisti il 28 ottobre ’44, torturato per avere ulteriori informazioni sui partigiani, fucilato il primo novembre a Ciano d’Enza dopo che non aveva rivelato nulla di utile al nemico e poi sepolto nei campi.

Prima dell’estate in cui la Correggese ha rischiato di scomparire, o meglio finire inglobata nel Carpi, i volontari storici della società biancorossa, i tuttofare correggesi, hanno contattato Taver, chiedendogli di scrivere l’inno della squadra. Lui ha accettato subito, ma le successive vicissitudini e il timore che la squadra scomparisse, lo hanno fatto desistere fino a quando, dopo l’avvento del presidente Marani, i volontari sono tornati alla carica e Little Taver si è messo al lavoro: «L’ho fatto volentieri – commenta Davide Tavernelli – anche perché la Correggese, dopo oltre 73 anni di storia non aveva mai avuto un inno e secondo me lo merita».

Tra cori da stadio, tamburi e il tipico sound rock & roll dei Little Taver & his crazy Alligators, l’inno “Cuore Biancorosso” parte proprio dal campo di gioco, inaugurato nel 2004 dopo il trasloco dal centro storico della cittadina: “Noi giochiamo al Borelli, uno stadio tra i più belli, dedicato a un partigiano, noi così lo ricordiamo. Con la nostra Resistenza, non sentiam la sofferenza” canta Little Taver.

Poi il brano ricorda la storia della società, nata nel 1948 e che ha sempre militato tra i dilettanti, venendo beffata nell’anno in cui meritava la promozione in serie C: “Noi siamo di Correggio – canta ancora Taver – non giochiam per il pareggio, noi puntiamo alla vittoria che ci porterà alla gloria. Come simbolo un tigrotto, siamo qua dal 48”...

Poi i piatti tipici, e la stoccata ai cugini carpigiani, che stavano per “cancellare” la gloriosa storia biancorossa: “Cappelletti ed erbazzone, è la dieta del campione, se la maglia suderete noi vi toglierem la sete. Il lambrusco è quel di Lini, non è quello dei cugini...”.

E qui urge una spiegazione: «Abbiamo citato una cosa simpatica, una cantina storica di Correggio (la Lini910, ndr) in contrapposizione ai tifosi del Carpi, tra i quali molti ragazzi che conosco bene, perché è ovvio che, soprattutto dopo l’avvento di Lazzaretti, ci sarà un po’ di rivalità con Carpi. Ho citato il lambrusco Lini che “Non è quello dei cugini”, perché gli ultras del Carpi hanno un club che si chiama proprio “Guidati dal lambrusco”».

E allora non ci resta che tifare correggese, con un ritornello destinato a risuonare nella testa di tutti i tifosi e di chi sentirà questo inno: “Urleremo a più non posso con il cuore biancorosso, un abbraccio ci daremo, con il cuor ti seguiremo»...