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Covid, più di 10mila i reggiani che hanno sviluppato la sindrome da “long covid”

Malessere, debolezza e dolori muscolari durano per mesi. Il primario Facciolongo: «Presto un protocollo per questi pazienti»

REGGIO EMILIA. Affaticamento persistente, fiato corto, dolori muscolari, difficoltà nella respirazione, perdita di memoria o incapacità a concentrarsi a lungo. Sono circa diecimila i residenti in provincia di Reggio Emilia che, anche dopo la guarigione dal Coronavirus, per mesi non sono più riusciti a tornare alla vita precedente.

Quasi un 20 per cento della popolazione reggiana contagiata da inizio pandemia (più di 51mila persone) ha infatti sviluppato la cosiddetta “sindrome da long Covid”, ovvero una serie di patologie prolungate per mesi. Precedentemente considerata “misteriosa” con “nessun modello chiaro” di sintomi, il long Covid da ieri è stato finalmente classificato dall’Oms come «post-Covid condition», cioè condizione dovuta al virus, all’interno di un documento in cui ne viene data una definizione e vengono stabiliti i criteri con cui diagnosticarla.


«Non abbiamo ancora fatto un censimento preciso dei pazienti che hanno o hanno avuto questa sindrome – spiega Nicola Facciolongo, direttore del reparto di Pneumologia del Santa Maria Nuova – ma di malati da long Covid ne vediamo, soprattutto attraverso gli ambulatori o le urgenze. Se dovessi fare una stima direi che un 20 per cento della popolazione infettata in provincia ha manifestato sintomi a lungo termine. Tenendo conto che il mio osservatorio è forse limitato, perché sappiamo che non colpisce solo l’apparato respiratorio ma anche quello neurologico, reumatologico, insomma l’insieme di sintomi lamentati dai pazienti è molto vario».

La sindrome, tra l’altro, sembra essere slegata dalla gravità con cui si è contratto il Covid: «È indipendente – prosegue il medico – e può presentarsi in un malato asintomatico come in uno che è stato in terapia intensiva. I sintomi più frequenti sono la fatica a respirare, l’affaticamento, la stanchezza, generale difficoltà nel fare le normali attività di vita quotidiana. La frase che più spesso ci ripetono i pazienti quando vengono a farsi vedere è “dottore, ho avuto il Covid ma non riesco a tornare nelle condizioni di prima”».

Ci sono poi sintomi di tipo neurologico come difficoltà di concentrazione o la riduzione della memoria, la perdita di gusto e olfatto, confusione generale e dolori artrosici diffusi.

A complicare le cose il fatto che, in questo momento, «non esiste una cura specifica per il long Covid – continua Facciolongo –. Il fattore singolare è che questi pazienti non hanno lesioni patologiche di partenza, non presentano ad esempio problemi di ossigenazione eppure sono sintomatici e hanno difficoltà respiratorie. Talvolta si tenta di intervenire con integratori alimentari, con la carnitina per i dolori muscolari o, nei casi più gravi, si tentano delle terapie cortisoniche con risultati altalenanti. Non vi è neanche certezza sull’efficacia degli anti-infiammatori, di studi medici su possibili cure al momento non ne sono usciti».

Tuttavia, rassicura il primario, «sappiamo con certezza che è una sindrome benigna, ovvero che si risolve da sé. I sintomi possono passare nel giro di un mese, talvolta di tre, abbiamo avuto pazienti malati anche per sei, ma alla fine tutti sono tornati alla loro condizione di normalità».

Anche alla luce del documento pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità – ma il progetto è in cantiere già da tempo – ora l’Ausl sta lavorando per definire un percorso dedicati ai reggiani affetti dal long Covid.

«L’Azienda sanitaria e la dottoressa Natalini (direttrice sanitaria dell’Ausl di Reggio, ndr) hanno convocato un gruppo per la definizione di un programma di assistenza apposito per i pazienti con sindrome da Covid prolungato – conclude Facciolongo – e ci incontreremo nuovamente la settimana prossima per iniziare a stendere un protocollo con lo scopo di curare al meglio delle possibilità attuali questi cittadini, anche sulla scorta di un documento della Regione Emilia-Romagna pubblicato poco tempo fa».