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Reggio Emilia, gara di solidarietà per aiutare la donna 56enne che vive in auto

La storia di Ermira Shahu, ha commosso molti reggiani. E domani avrà un altro incontro con gli assistenti sociali

REGGIO EMILIA. C’è chi è pronto a offrirle un lavoro come badante, chi la vorrebbe aiutare dandole del denaro in cambio di qualche servizio di pulizia, chi si mobilita per cercarle un alloggio. La storia di Ermira Shahu, 56enne di origini albanesi che da giorni dorme e vive in auto dopo aver perso il lavoro e finito i risparmi, ha commosso molti reggiani. Facendo scattare, com’è tipico di questo territorio, una gara di solidarietà.

Nel frattempo sta andando avanti anche la pratica aperta con i servizi sociali del Comune di Reggio Emilia, che l’hanno convocata domani mattina per un altro appuntamento finalizzato a trovare una soluzione abitativa per la donna.



Il primo a chiamare la redazione della Gazzetta di Reggio per mettersi in contatto con la 56enne è stato Luciano Sessa, presidente della scuola di calcio reggiana Virtus Libertas: «Vorremmo aiutarla facendola lavorare – ci spiega – fin quando non trova una sistemazione stabile. Stavamo pensando di proporle alcuni servizi di pulizia nelle nostre sedi, ne abbiamo tre: una a Cella, una a Roncocesi e una a Pieve». A interessarsi del caso di Ermira anche una famiglia, titolare di un’importante azienda nel Mantovano, che vorrebbe offrirle un contratto come badante, vitto e alloggio inclusi.

Ma a mobilitarsi sono anche alcuni movimenti della sinistra reggiana che, per ora, preferiscono rimanere anonimi: «La notizia della signora Ermiria, che sta chiedendo aiuto per vivere, ci ha profondamente colpiti. Purtroppo uno dei tanti episodi, tuttavia mai in modo tanto eclatante nella nostra città. Tutto il nostro gruppo si sta già attivando per portare un primo aiuto concreto».

Raccolte le proposte di aiuto dei reggiani, quindi, ieri abbiamo ricontattato la donna e girato il suo recapito a chi interessato: «Vi ringrazio tutti – commenta fra le lacrime Ermira – dalla redazione al fotografo, dai poliziotti che mi hanno aiutata a chi si sta mobilitando adesso. Ringrazio chi ha contribuito a mettere in risalto il mio grido di aiuto. Vi auguro tutto il bene di questo mondo».

Verso una conclusione, ci spiega poi la 56enne, sembrerebbe andare anche la pratica aperta dai servizi sociali del Comune: «Mi hanno chiamato per un colloquio venerdì (domani, ndr), sono fiduciosa». La donna, da 27 anni in Italia, lavorava come badante per una famiglia reggiana ma un mese e mezzo fa ha perso il posto di lavoro. Ha dormito per qualche settimana in hotel con i pochi risparmi che aveva ma, finiti i soldi, ora vive in macchina. A fornirle un riparo, con quello che aveva a disposizione, è stato il fidanzato sceso in città appositamente dall’Albania per darle se non altro un’auto dove stare.

Ad aggravare la posizione di Ermira le sue condizioni di salute. «Un anno e mezzo fa – raccontava martedì alla Gazzetta – mi sono sottoposta a un intervento al midollo a causa di un tumore e non so ancora se rischio la paralisi dalla vita in già. Ho ancora delle visite da fare, una risonanza a Scandiano e meno male che è venuto il mio fidanzato, che almeno mi aiuta a muovermi». Per mangiare, invece, la donna ha trovato l’aiuto di un suo ex datore di lavoro di Sassuolo, un uomo di origini turche.