Stroncato da un malore a 54 anni il brigadiere dei carabinieri Masia

NOVELLARA. L’Arma dei carabinieri è in lutto per la morte improvvisa di Gianfranco Santino Masia, 54 anni, di origine sarda ma residente a Novellara. Era brigadiere capo dei carabinieri ed era operativo da circa sei anni alla centrale della Compagnia Comando carabinieri di via Allende a Guastalla.

Il militare si è sentito male mentre era a cena nella casa di un uno dei fratelli, a Posada, in Sardegna, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza. Ogni tentativo di rianimarlo si è rivelato, purtroppo, inutile. Oggi la salma del brigadiere capo arriverà a Novellara. Domani mattina alle 9 la camera ardente verrà allestita nella chiesa Collegiata di Santo Stefano a Novellara, dove, alle 14.30, si svolgeranno i funerali.


Al termine del rito funebre il carabiniere sarà sepolto nel cimitero di San Michele di Bagnolo, paese in cui aveva vissuto prima di andare ad abitare con la famiglia a Novellara.

Il brigadiere capo era in servizio da oltre 30 anni e aveva prestato servizio in diverse caserme della provincia reggiana, da Rio Saliceto a Novellara, per poi stabilirsi alla centrale operativa di Guastalla.

La notizia dell’improvvisa scomparsa di Gianfranco Santino Masia ha gettato nello sconforto non solo i famigliari ma anche i colleghi. Cordoglio alla famiglia è arrivato dal Comando regionale e da quello provinciale dell’Arma dei carabinieri, oltre che dal tenente colonnello Luigi Regni a nome della Compagnia di Guastalla.

«La notizia della scomparsa del brigadiere capo Masia – ha detto commosso il tenente colonnello Regni – ci è giunta improvvisa e inaspettata come un fulmine a ciel sereno. Una perdita che ci addolora molto, perché tutti conoscevamo Gianfranco per la sue doti umane, morali e professionali».

I colleghi lo ricordano come una persona affabile, disponibile, sempre pronto a dare una mano a chi aveva bisogno di un aiuto o di un consiglio. Il brigadiere capo Masia il 17 ottobre 1999 aveva ricevuto un encomio per essersi distinto, assieme ad altri colleghi rappresentanti delle forze dell’ordine, rischiando anche l’incolumità personale, in occasione del terremoto del 15 ottobre 1996 e della tracimazione del Cavo Bondeno fra il 10 e l’11 dicembre dello stesso anno.

Nel luglio del 2006 Masia era intervenuto per soccorrere un marocchino ubriaco, il quale, barcollando vistosamente in sella alla propria bicicletta, alla fine era caduto. Un passante lo ha visto e ha chiamato il 118, ma lo straniero non ne voleva sapere di sdraiarsi sulla barella. E quando il brigadiere Masia ha cercato di calmarlo, il marocchino, in preda a un raptus di follia, ha sferrato un pugno al militare, che ha dovuto ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso. Il marocchino fu poi denunciato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Il brigadiere capo Gianfranco Santino Masia lascia nel dolore la moglie Giacomina, la madre Angelina, i figli Stefano e Antonio, numerosi fratelli e sorelle, parenti ed amici. La famiglia, in memoria del proprio congiunto, ha chiesto di destinare eventuali offerte in opere di beneficenza.

M.P.

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