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Resta senza lavoro ed è costretta a vivere dentro un’auto e nei parchi cittadini

Le lacrime di Ermira, da oltre 27 anni in Italia: «Aiutatemi». Il Comune: «Attivati i servizi sociali, è partita l’istruttoria»

REGGIO EMILIA. Un mese e mezzo fa ha perso il lavoro. Sola in Italia, lasciata da anni dal marito, finché ha potuto ha alloggiato in un albergo cittadino. Ma, da quando i pochi risparmi che aveva sono praticamente finiti, dorme in auto girando per i parchi cittadini e della provincia, lavandosi nei bagni pubblici e mangiando grazie al cibo che le fornisce tutti i giorni un amico di Sassuolo.

Questa la storia raccontata ieri alla Gazzetta di Reggio da Ermira Shahu, 56enne di origini albanesi che da oltre 27 anni vive in Italia, che incontriamo nei pressi del parco Santa Maria, dietro la questura. «Ho sempre lavorato onestamente e pagato i contributi – spiega fra le lacrime indicando i giacigli e l’auto che utilizza per dormire – e guardate adesso come mi sono ridotta». La donna lavorava come badante per una famiglia reggiana ma, racconta, «un mese e mezzo fa ho perso il posto di lavoro. Ho dormito per qualche settimana in hotel con i pochi risparmi che avevo ma, finiti i soldi, ora dormo in macchina».


Ermira, infatti, in Italia non ha nessuno che la possa ospitare: «Mio marito italiano mi ha lasciata dieci anni fa, ho dei figli da un precedente matrimonio ma vivono tutti in Albania. Io sono residente a Reggio ma non ho i soldi per pagare l’affitto e l’alto giorno ho dormito su una panchina, lunedì in un parco a Scandiano, sto girando tutti i posti come fossi uno spacciatore».

A fornirle un riparo, se così si può definire, è stato il fidanzato della 56enne sceso in città appositamente dall’Albania per darle se non altro un’auto dove stare. Perché, continua la donna, «di più non riesce a fare». Per Ermira, tra l’altro, ritornare nel suo Paese di origine al momento non è un’opzione: «Un anno e mezzo fa mi sono sottoposta a un intervento al midollo a causa di un tumore e non so ancora se rischio la paralisi dalla vita in già. Ho ancora delle visite da fare, una risonanza a Scandiano e meno male che è venuto il mio fidanzato, che almeno mi aiuta a muovermi».

Per mangiare, invece, la donna ha trovato l’aiuto di un suo ex datore di lavoro di Sassuolo, un uomo di origini turche: «Tutti i giorni mi dà qualcosa da mangiare per pranzo e cena e mi lascia venti euro per sopravvivere. Lo ringrazio e ringrazio anche gli uomini della questura (dove la 56enne si reca spesso, ndr) che sono sempre stati gentilissimi con me e che provano in tutti i modi a tenermi su di morale».

Ma ora Ermira si rivolge ai reggiani e al Comune, sperando di risolvere la sua situazione: «Io vorrei restare a vivere a Reggio. Spero che qualcuno mi aiuti nel trovare un alloggio, sono pronta a lavorare per quello che posso, come ho sempre fatto».

La donna, a settembre, si era anche rivolta ai servizi sociali del Comune. Che, fanno sapere da Piazza Prampolini, stanno lavorando per trovarle una soluzione: «La vicenda è all’esame dei servizi sociali. La signora si è rivolta a noi in tempi recenti e per queste pratiche i tempi previsti sono di una trentina di giorni. È in corso un’istruttoria, come previsto dalla legge, all’interno della quale vengono raccolte tutte le informazioni. Ci vuole ancora un po’ di pazienza e una collaborazione nel fornire tutte le informazioni».

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