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Trattore ribaltato, morì un 59enne. Il giudice assolve i datori di lavoro

Scagionati presidente e responsabile della sicurezza della coop Efco: emerse alcune manovre errate

REGGIO EMILIA  Il 59enne Roberto Cocconcelli era morto, poco più di quattro anni fa, per le conseguenze di un infortunio sul lavoro: stava infatti tagliando l’erba sulla rampa di un canale (in via Luthuli) quando all’improvviso il trattore (con annessa attrezzatura per lo sfalcio) si era ribaltato, colpendo all’addome l’operatore della cooperativa sociale Elfo che era comunque riuscito a lanciarsi dal posto di guida, evitando di essere completamente schiacciato dal mezzo. Un gesto repentino che pareva avergli salvato la vita, invece il 59enne morirà il giorno dopo per un infarto intestinale.

Un infortunio mortale sul lavoro che aveva fatto scattare un’inchiesta, sfociata – di recente – in un procedimento per omicidio colposo a carico di Mirella Battistoni (presidente della cooperativa reggiana, difesa dall’avvocatessa Silvia Piccinini) e di Curzio Bonini (responsabile del servizio di prevenzione e protezione sempre della coop Elfo, tutelato dall’avvocato Roberto Sutich). Prima del processo i familiari di Cocconcelli sono stati risarciti dall’assicurazione.



Tenutasi con rito abbreviato, l’udienza preliminare – davanti al gup Dario De Luca – è andata a fondo di questo tragico infortunio sul lavoro e al termine della sua arringa l’avvocato Sutich ha depositato una memoria difensiva e la consulenza tecnica di parte. In aula sono uscite alcune imprudenze commesse quel giorno dal lavoratore. Innanzitutto le istruzioni dategli dal coordinatore – come ha confermato agli inquirenti durante le indagini – erano quelle di falciare solo il fondo del canale per tutta la sua lunghezza e non anche la rampa come purtroppo era intento a fare il 59enne al momento dell’incidente. Non era stato utilizzato correttamente nemmeno il roll bar, cioè l’arco di protezione del posto di guida: invece di essere in posizione verticale, era stato abbassato in posizione orizzontale sul cofano. Ed essendo abbassato il telaio di protezione, il conducente non aveva potuto utilizzare lo specchietto laterale perché vincolato al roll bar: una mancata visuale che ha avuto un peso nella dinamica dell’infortunio, visto che l’operatore guidava il trattore in retromarcia e per di più in discesa, con il carico non rivolto verso la sommità ma a valle. «Battistoni e Bonini vanno assolti» la conclusione dei difensori, mentre la pm Maria Rita Pantani ha invece chiesto la condanna a sei mesi di reclusione. Gli errori emersi hanno convinto il gup De Luca ad assolvere i due imputati «perché il fatto non sussiste».

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