«Multati perché mangiavamo erbazzone in auto: è una cosa assurda»

Casalgrande: cinque giovani “sorpresi” davanti al forno di Salvaterra. Il comandante Rosati: «Abbiamo applicato l’ordinanza»



CASALGRANDE. «Un erbazzone ciascuno, mangiato in macchina, ci è costato 250 euro. Assurdo». Così un gruppo di giovani – quattro ragazzi e una ragazza tra i 19 e i 21 anni – ha raccontato la disavventura, lamentando un eccesso di zelo da parte della polizia municipale Tresinaro-Secchia che avrebbe fatto una strage di multe (una decina circa i sanzionati) in nome di un’ordinanza del sindaco di Casalgrande.


Tutto gira intorno alla panetteria pasticceria Del Borgo di Salvaterra, che dalle 4 di notte sforna paste dolci e salate; perciò il luogo attira in massa i giovani del paese. Nella notte tra sabato e domenica scorsa, la compagnia di cinque amici si è recata al forno alle 4.

«Ci andiamo sempre – ha spiegato la conducente che trasportava gli altri quattro – Abbiamo parcheggiato in via Reverberi 44, appena più avanti rispetto al parcheggio di fronte al forno. L’auto era spenta, in attesa dell’ultimo che stava acquistando noi quattro eravamo nell’abitacolo, ognuno con il suo sacchetto sulle ginocchia, quando sono arrivati due agenti che hanno bussato e mi hanno chiesto documenti e libretto. Pareva un semplice controllo, ho consegnato il tutto e gli agenti si sono allontanati». Poco dopo gli operatori si sono riavvicinati e hanno chiesto le carte d’identità degli altri quattro.

«Sempre per un controllo, a detta loro. Abbiamo aspettato, ma visto che non tornavano indietro siamo scesi e abbiamo chiesto cosa stava succedendo: ci hanno risposto che avevamo violato l’articolo 13 e quindi dovevamo pagare una multa da 50 euro ciascuno» racconta.

Gli amici increduli hanno posto delle domande.

«Gli agenti hanno parlato di un divieto di sostare e consumare nei pressi del forno. Che potevamo informarci e fare ricorso una volta ricevuto la sanzione». Nel frattempo la compagnia ha fatto notare che intorno c’erano altri giovani sulle macchine e altri ancora in piedi davanti al forno a mangiare e chiacchierare.

«“Perché non multate anche loro?”, abbiamo chiesto. La risposta è stata: “Siamo solo in tre, non riusciamo a multare tutti”». Difatti poco dopo la scena si è ripetuta per un altro veicolo con a bordo quattro persone. «Abbiamo cercato di capire ma visto che non sono arrivate risposte siamo andati via».

Venerdì scorso ai cinque è arrivata, tramite raccomandata, la multa «in quanto stazionavano sulla pubblica via, unitamente ad altre persone, in area interessata dalle limitazioni dettate dall’ordinanza sindacale 13/2021, senza un giustificato motivo», recita l’atto. Uno dei giovani seduto sul sedile posteriore era «intento a consumare prodotti da forno. Per le violazioni descritte è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro».

«Siamo ancora increduli – ha commentato la conducente –. Quell’ordinanza è stata fatta per la quiete pubblica, ma noi eravamo chiusi in auto, seduti, senza musica, senza disturbare. Non eravamo intenti a consumare droga bensì a consumare un pezzo di erbazzone. Non abbiamo fatto nulla di male. A nostro avviso è mancato un po’ di buonsenso su chi colpire. Stiamo valutando se presentare ricorso».

«Non abbiamo fatto altro che applicare l’ordinanza del sindaco Giuseppe Daviddi – replica Italo Rosati, comandante della municipale Tresinaro-Secchia –. L’ordinanza, in vigore da questa estate, è stata emanata perché i residenti lamentavano di non poter dormire la notte per il via e vai. Per bilanciare gli interessi di esercenti e clienti da una parte e di residenti dall’altra sono state poste delle limitazioni rispetto ad alcune attività: nell’area adiacente il forno vige il divieto di assembramenti, di schiamazzi e di consumo sul posto di alimenti. La clientela può acquistare e ripartire».

I multati però non hanno gradito. «Se qualcuno ha doglianze può scrivere memorie difensive e fare richiesta di audizione al sindaco, in seguito il ricorso al giudice di pace».

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