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Personale sanitario non vaccinato, 114 segnalazioni

Reggio Emilia, di questi sono corsi ai ripari in 23, facendo rientrare l’avviso. Restano scoperti 39 dipendenti dell’Ausl e 52 privati

REGGIO EMILIA. Finora sono 114 le segnalazioni fatte dal dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Reggio agli ordini professionali e datori di lavoro per indicare chi, tra i propri iscritti e dipendenti, non si sia ancora vaccinato.

Tra il personale sanitario e sociosanitario, infatti, il vaccino non è una scelta ma un obbligo. A stabilirlo il decreto legge 44 emesso lo scorso aprile.


Da quando è entrata in vigore la legge l’Ausl reggiana si è mossa come previsto dall’iter mandando lettere che invitavano ad effettuare le vaccinazioni. In risposta ha ottenuto certificazioni di avvenuta vaccinazione (da persone che risultavano ancora non vaccinate a causa di un mancato aggiornamento dell’elenco), documenti che certificavano che la prenotazione era già effettuata e documentazione medica per avere l’esonero dal vaccino. Qualcuno non ha mai risposto.

«Le prime lettere inviate – ricorda la dottoressa Emanuela Bedeschi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica – erano state 1.655. Dopo le verifiche effettuate dal collegio di esperti, che si riunisce a più livelli, da quello provinciale a quello regionale per controllare e discutere della documentazione ricevuta, abbiamo inviato 450 seconde lettere, che in sostanza erano un invito alla vaccinazione con luogo e orario dell’appuntamento. Finora sono stati 114 i professionisti a essere stati segnalati all’ordine di appartenenza e al proprio datore di lavoro in quanto riconosciuti inadempienti a quanto richiesto dal decreto legge 44».

A questo punto spetta agli ordini professionali (dei medici e degli infermieri, ma anche dei farmacisti, dei dentisti, dei fisioterapisti...) e ai datori di lavoro verificare la posizione del lavoratore e decidere come comportarsi. La legge, infatti, stabilisce che al lavoratore che non adempie all’obbligo vaccinale si possa cambiare mansione, evitando di farlo lavorare a contatto con il pubblico e con altri colleghi, ma solo se questo ruolo esiste già all’interno dell’azienda. In questa fase le persone segnalate potranno anche dimostrare di non esercitare più la professione, perché hanno smesso di lavorare o perché sono in aspettativa.

«Delle 114 segnalazioni finora emesse – precisa la dottoressa Bedeschi – 48 riguardano dipendenti a carico della nostra azienda, di cui 9 si sono vaccinati e dunque la segnalazione a loro carico è stata revocata. Le altre 66 segnalazioni riguardano personale sanitario non dipendente dell’Ausl. Di questi si sono vaccinati in 14».

Il dipartimento di Sanità pubblica ha anche esonerato dalla vaccinazione quattro professionisti che avevano motivato con documentazione medica il fatto di non essersi vaccinati. Di questi esoneri, uno riguarda un dipendente dell’Ausl, gli altri tre no.

«Ogni settimana – conclude la dottressa Bedeschi – il collegio degli esperti continua a riunirsi per verificare la documentazione ricevuta fino a quel momento, dunque la situazione è in costante mutamento».

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