Contenuto riservato agli abbonati

A Reggio Emilia contagi e ricoveri più che dimezzati, «Finalmente vediamo la luce»

Un solo focolaio attivo in una classe di scuola media, altre quattro classi in attesa dell'esito del tampone

REGGIO EMILIA. Non si può ancora dire che l’emergenza Coronavirus sia finita, eppure, dopo quasi due anni, s’inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. A confermarlo sono i dati, felicemente stabili nel descrivere un calo dei contagi e, soprattutto, dei ricoveri per Covid-19.

«L’impatto della pandemia sugli ospedali si sta riducendo a vista d’occhio», commenta Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero, in occasione della conferenza stampa settimanale che l’Ausl organizza per fare il punto della situazione nel Reggiano. «La media giornaliera dei ricoveri si è dimezzata – spiega – passando dal 3,2 della scorsa settimana all’1,7 di questa. In numeri assoluti: da 26 a 22 pazienti ricoverati in media al giorno. Precipita anche la media giornaliera di ricoveri in terapia intensiva: da 2,4 a 1,7».


Attualmente sono 20 i pazienti positivi al Covid ricoverati in ospedale, di cui uno si trova in terapia intensiva. «Si tratta – spiega Mazzi – di un sessantenne non vaccinato». Tra i degenti positivi anche un bambino, seguito dalla Pediatria, che però non è stato ricoverato per Covid.

A scendere è anche la media dei positivi riscontrati tramite il tampone, che passa dal 32% della scorsa settimana al 18% di questa. Aumenta invece il numero di accessi giornalieri al pronto soccorso (430 di media al giorno contro i 413 della scorsa settimana) ma la percentuale di positivi sugli accessi giornalieri rimane stabile al 5%. «Anche questo dato – segnala Mazzi – è significativo, perché ci dimostra un progressivo ritorno alla normalità e dunque alle patologie che non siano Covid e a tutte quelle legate alla stagione».

Nemmeno la riapertura delle scuole ha provocato un inasprimento della situazione epidemiologica: «Rispetto all’inizio dell’anno scolastico, quando la scuola ha risentito di quello che le persone portavano dalle vacanze – spiega Emanuela Bedeschi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica – oggi abbiamo attivo un solo focolaio in una scuola media e abbiamo quattro classi in attesa di tampone perché è stato registrato un positivo tra gli alunni. Si tratta di scuole elementari e medie, mentre non ci sono situazioni simili nei nidi e nelle scuole dell’infanzia».

Una vittoria conquistata grazie alla campagna vaccinale, che nella nostra provincia ha ormai raggiunto l’apice: «Il 92% della popolazione avente diritto al vaccino ha ricevuto la prima dose – conferma la dottoressa Valentina Chiesa, della direzione dell’Ausl – mentre l’84% ha completato il ciclo vaccinale. Oltre a continuare con le prime e seconde dosi (l’obbligo del Green pass si è tradotto in un aumento delle prenotazioni, dalle 600 alle 800 di media, con picchi di mille) ora stiamo procedendo con la terza dose, che in questo caso è definita “addizionale” e può essere somministrata a 28 giorni dall’ultima ricevuta, per i trapiantati, chi è in attesa di trapianto e gli immunocompromessi (per patologia o per terapia). Dal 20 settembre abbiamo già vaccinato più di 1.100 persone e si sono prenotate in 5mila».

Non sono ancora state definite, invece, le modalità di somministrazione della dose “booster”, ovvero il richiamo che può essere effettuato dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale e che riguarderà inizialmente ultraottantenni, personale e ospiti delle residenze per anziani, e, in un secondo momento, il personale sanitario. «Ora – conclude Mazzi – la nostra attenzione si sposta sulle patologie non Covid. Abbiamo ancora 32 posti letto Covid, di cui 13 liberi, ma speriamo di poterli riconvertire presto per poter rispondere alle altre esigenze. Quelle “normali”».



© RIPRODUZIONE RISERVATA