Reggio Emilia, l’hub vaccinale delle Fiere verrà chiuso il 19 ottobre

I box verranno usati anche per vaccinare le persone nate nel 1956 e nel 2007 contro l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio), pertosse e difto-tetano

REGGIO EMILIA. L’anno scorso di questi tempi eravamo “sotto assedio”. Invece oggi le scuole e le attività sono ancora aperte. Non solo: stanno chiudendo i centri vaccinali, i cosiddetti hub. Il 15 settembre hanno chiuso i battenti il Parco Tegge di Felina, a Castelnovo Monti; la Casa del Teatro, a Montecchio; la Casa della Salute di Fabbrico. La stessa sorte toccherà il 19 ottobre a quello delle Fiere di Reggio Emilia, il più grande della provincia, e in novembre a Palazzo Greppi, a Gualtieri.

Segnali positivi che confermano la ripresa e, soprattutto, il ruolo fondamentale svolto dai vaccini anti-Covid. La campagna vaccinale è ormai arrivata alle battute finali (sono meno di quarantamila i reggiani che non hanno ricevuto nemmeno una dose del vaccino, mentre il 91% della popolazione risulta coperta) e dunque non ha più senso tenere costantemente aperte queste strutture, impegnando anche importanti risorse in termini di personale. A Reggio chi resta verrà vaccinato all’ex Spallanzani.


Non che siano mai stati compiuti degli “sprechi”, anzi. Dalla scorsa primavera, quando la pressione sugli hub ha iniziato a calare, i centri vaccinali sono stati usati infatti anche per altre campagne. «Nel 2020 abbiamo interrotto le attività di vaccinazione di routine – spiega la dottoressa Emanuela Bedeschi, direttore del servizio di Igiene pubblica dell’Ausl reggiana – perché assorbiti dal tracciamento dei casi positivi al Covid. Abbiamo mantenuto solo le vaccinazioni urgenti, quelle per persone affette da patologie croniche e quelle per le donne gravide, che ad esempio al termine della gravidanza sono invitate a sottoporsi al vaccino contro la pertosse, in modo da proteggere il nascituro che non potrà ricevere questo vaccino fino al sesto mese di vita. Siamo dunque rimasti indietro con alcune campagne, come quella contro l’herpes zoster (o Fuoco di Sant’Antonio) rivolta ai 65enni e il richiamo per pertosse e difto-tetano rivolto ai 14enni, che ci dà l’opportunità per fare il punto sulla situazione vaccinale e completare eventuali cicli lasciati incompleti».

Ci si è messi in pari la scorsa primavera: «In marzo e aprile abbiamo invitato al centro vaccinale delle Fiere di Reggio i nati nel 1955 e i ragazzi del 2006, residenti a Reggio e Correggio. La campagna è poi continuata in altri hub, come il centro prelievi di Scandiano, l’ospedale di Guastalla, il centro vaccinale di Montecchio e il centro prelievi di Castelnovo Monti. Inoltre sono stati aperti 2.200 posti per vaccinazioni e richiami vari, come l’antitetanica (che va ripetuta ogni dieci anni). L’adesione è stata altissima: si è presentato circa il 90% della popolazione invitata e tra i 65enni abbiamo raggiunto il 45% di vaccinati. Considerando che l’obiettivo è il 50% e il resoconto si fa alla fine dell’anno, è stato un successo». La campagna sarà ripetuta alle Fiere nelle prossime settimane, prima della chiusura dell’hub. Le persone invitate, stavolta, sono i nati nel 1956 e i ragazzi del 2007, che hanno ricevuto il vaccino per pertosse e difto-tetano quando avevano sei anni. In novembre le vaccinazioni riprenderanno poi negli ambulatori dell’Igiene pubblica, come prima del Covid, su prenotazione (online tramite Fascicolo sanitario elettronico, rivolgendosi agli sportelli Cup, alle farmacie abilitate alle prenotazioni).

Intanto ieri, per celebrare gli infermieri che si sono impegnati nell’assistenza ai pazienti positivi al Covid, la stilista Regina Schrecker ha donato cento foulard d’autore come gesto di riconoscenza e ringraziamento.