Processo sugli affidi, è battaglia tra i periti

Il prof Mariotti: «Confronto su teorie psichiatriche opposte».  A novembre sentenza per Foti e Benati e decisione sugli altri

BIBBIANO. «In aula ci si confronta su teorie psichiatriche e psicoterapeutiche opposte. Il rapporto esistente tra ricordo e abusi sessuali ha un interesse culturale e scientifico al quale sto cercando di contribuire».

Queste le parole del professor Mauro Mariotti, noto psichiatra, durante n una pausa del processo “Angeli & Demoni” sui presunti affidi illeciti di minori in Val d’Enza. La discussione, in tribunale a Reggio Emilia, è proseguita ieri con una udienza preliminare fiume che ha avuto al centro lo scontro tra periti di accusa e difesa e tra diverse scuole di pensiero, mentre il procedimento si avvia a passi spediti verso la conclusione: per l’11 novembre prossimo è previsto un unico dispositivo con la sentenza per i due imputati che hanno scelto il rito abbreviato (l’assistente sociale Beatrice Benati e lo psicologo Claudio Foti) e con l’eventuale rinvio a giudizio per tutti gli altri imputati che affronteranno il rito ordinario. Claudio Foti, noto psichiatra presidente della onlus torinese “Hansel & Gretel”, è accusato di frode processuale e lesioni ai danni di una ragazzina che tra il 2016 e il 2017 sottopose a psicoterapia, secondo il pm Valentina Salvi «con modalità suggestive, ingenerando in lei la convinzione di essere stata abusata dal padre e dal socio». Accuse che Foti – ieri presente in tribunale, come d’abitudine – ha sempre respinto con forza, affiancato dagli avvocati difensori Andrea Coffari e Giuseppe Rossodivita.


Poiché nella precedente udienza i codifensori avevano fatto deporre il professor Mariotti e un altro luminare – che avevano definito l’operato di Foti «ineccepibile» e «di massima professionalità» – ieri la Procura ha esaminato per oltre due ore la psicoterapeuta Rita Rossi, uno dei due periti dell’accusa, allo scopo di “difendere” la propria relazione e la tesi della suggestione intenzionale e delle “false memorie” indotte da Foti.

L’udienza è poi proseguita nel pomeriggio, sempre all’insegna della battaglia tra esperti, con l’intervento delle parti civili e il confronto, richiesto dai codifensori di Foti, tra i due periti antagonisti.

«Credo nella giustizia – ha commentato il professor Mariotti, modenese che in passato ha collaborato con la reggiana Rossi –. Ho partecipato volentieri, sebbene sia un impegno gravoso, perché gli ultimi studi di ricerca e la letteratura sull’argomento si stanno evolvendo rapidamente». Il dibattimento proseguirà il 7 ottobre prossimo.


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