Contenuto riservato agli abbonati

Farmacie agguerrite: «I tamponi nasali non possono sostituire il vaccino»

Il 15 ottobre scatta l’obbligo del green pass per i lavoratori ma il messaggio è chiaro: «Non aumenteremo le dosi» 


REGGIO EMILIA. I tamponi non sostituiscono il vaccino. A dirlo forte e chiaro, in vista del 15 ottobre quando sarà necessario, per lavorare, avere il green pass, sono i farmacisti reggiani. «Per noi – spiega Andrea Capelli, presidente di Farmacie Comunali Riunite – i tamponi continuano a rientrare nella campagna di tracciamento voluta dalla Regione Emilia-Romagna e iniziata nell’autunno del 2020 con i test sierologici gratuiti per studenti, personale scolastico e loro familiari. All’inizio del 2021 ai sierologici si sono aggiunti i tamponi nasali, ma sempre in quest’ottica. Per studenti, personale scolastico e loro familiari i tamponi continuano a essere gratuiti, ma possono essere effettuati ogni 15 giorni, tutti gli altri devono pagare».

Anche se tra due settimane potrebbero essere migliaia le persone a Reggio che si recheranno in farmacia per avere un tampone che certifichi la loro negatività al Covid e, di conseguenza, permetta loro di recarsi a lavoro, le Farmacie Comunali e quelle aderenti a Federfarma non alzeranno i prezzi. Il prezzo del tampone è infatti calmierato, stabilito dalla Regione e accettato da tutti i soggetti che hanno aderito alla convenzione, «e non lascia alcun margine – sottolinea Giuseppe Delfini, presidente di Federfarma Reggio Emilia – Non permette di assumere persone in più per eseguire i tamponi, né tantomeno affittare locali esterni alle farmacie».

Una precisazione che serve a inquadrare ancora meglio “da che parte stiano” le farmacie. «Quello dei tamponi nasali – spiega Capelli – è un servizio che abbiamo deciso di offrire ai cittadini: a quelli che non possono vaccinarsi o a chi vuole togliersi un dubbio. Anche se, va ricordato, in caso di sintomi o sospetto contatto con un positivo occorre rivolgersi al proprio medico di famiglia».

Se qualcuno aveva pensato di prenotare un tampone ogni due giorni per i prossimi mesi, dunque, deve cambiare strategia. «Non ci attrezzeremo per un assedio – assicura Capelli – continueremo con l’organizzazione che ci siamo dati dall’inizio dell’anno: otto farmacie in cui il servizio tamponi è attivo a rotazione, con le risorse che abbiamo in campo ora. Attualmente abbiamo una capacità di 500 tamponi a settimana, andremo avanti così».

Lo stesso faranno le farmacie aderenti a Federfarma: «Sono una settantina quelle in cui si può effettuare un tampone – spiega Delfini – non le aumenteremo e soprattutto non aumenteremo la disponibilità delle farmacie già attive. Siamo già presi d’assalto e sappiamo che dal 15 ottobre sarà peggio, ma non intendiamo cambiare la nostra linea: il compito dei farmacisti è quello di aiutare la popolazione a fugare ogni dubbio riguardo il vaccino anti-Covid e sostenere la campagna vaccinale perché è solo con il vaccino che potremo sconfiggere questo virus».

Come i medici, gli infermieri e il personale sanitario, anche i farmacisti sono in prima linea dall’inizio della pandemia: «Non abbiamo mai interrotto l’attività ricorda Delfini – e abbiamo sempre cercato di dare una mano, prima con i sierologici, poi con i tamponi, e abbiamo anche dato la nostra disponibilità per vaccinare contro il Covid e contro l’influenza, quindi sicuramente non inizieremo a cavalcare l’onda di chi non si vuole vaccinare. So che ci sono farmacie che stanno lanciando pacchetti di tamponi, una sorte di offerta che oltre ad andare contro la legge, visto che non rispetta il prezzo calmierato stabilito dalla Regione, è anche deontologicamente scorretto».

«Non è certo una scelta dettata dalla poca volontà e dallo scarso impegno – concorda Capelli – ma è una conseguenza di quello in cui crediamo. Lo confermano i numeri: Farmacie Comunali Riunite ha eseguito da ottobre 2020 più di quattromila test sierologici e, da gennaio 2021, tredicimila tamponi nasali. Detto questo, non intendiamo attrezzarci per dare risposta a chi, pur potendolo fare, non vuole farsi vaccinare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA