Brescello, Lentigione festeggia la chiesa e la materna

Santissima Annunciata restaurata dopo sisma e alluvione Lavori alla scuola dell’infanzia pagati da alcuni benefattori

BRESCELLO. È stata una giornata indimenticabile per la comunità di Lentigione, che sabato ha finalmente riabbracciato la chiesa della Santissima Annunziata dopo mesi di lavori che hanno costretto per mesi i fedeli a “emigrare” allo stadio Levantini per assistere alle funzioni. Il ritorno ufficiale nella chiesa che sorge al centro della frazione brescellese è stato celebrato con una messa officiata da monsignor Alberto Nicelli, vicario della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, e dal parroco don Giancarlo Minotta. Tanti sono stati i cittadini che hanno partecipato a questo importante momento, con diverse persone rimaste a seguire la messa anche sul sagrato. L’edificio sacro aveva risentito fortemente dei movimenti tellurici del maggio 2012, e successivamente degli effetti dell’alluvione che colpì Lentigione nel dicembre 2017 che hanno richiesto complesse opere di consolidamento e restauro, su progetto dello Studio Desarc Progetti e Delmonte-Parisoli di Reggio Emilia.


I lavori – partiti nel 2019 – hanno comportato una spesa di oltre 200mila euro: 155mila finanziati dalla Regione con i fondi post-sisma, 55mila dal Dipartimento di protezione civile regionale e 11mila dalla Cei, cui va aggiunto l’impegno di volontariato ed economico della parrocchia per il completamento del restauro della chiesa.

«Per Lentigione – ha dichiarato la sindaca Elena Benassi, intervenuta durante la funzione – lungo la sua storia, la chiesa è stato luogo di incontro, confronto, riferimento essenziale. E lo è tutt’ora, anche se in forme e significati diversi. E la sua vocazione di luogo di rifugio e protezione è stata ben chiara all’indomani dell’alluvione, quando a spalancare i portoni della chiesa allagata furono don Evandro e don Andrea, ed il sagrato antistante lo trasformarono in luogo di incontro dei volontari in soccorso alla popolazione e luogo di raccolta e di smistamento dei beni di prima necessità».

Ma la riapertura della chiesa non è stato l’unico importante momento della giornata di sabato. È stata infatti benedetta la scuola dell’infanzia paritaria “Santissima Annunziata”, dopo il recente rifacimento di bagni, asfalti e caldaie. Si tratta di lavori effettuati senza alcun tipo di costo per le famiglie, grazie anche all’aiuto di alcuni benefattori che, senza apparire, si sono resi disponibili a contribuire. Nell’ambito di questi interventi, è stato completamente rifatto e messo in sicurezza l’asfalto presente nel cortile della scuola, così come l’area verde e la zona attrezzata per i bambini.

«In una frazione così piccola – ha affermato don Minotta prima della benedizione – dove tutte le altre istituzioni educative hanno chiuso, esiste ancora una scuola, ed è una scuola parrocchiale, che con importanti processi di integrazione svolge una decisiva opera educativa, privata nella iniziativa imprenditoriale, ma pubblica nel servizio (55 iscritti e altri in attesa e 14 nazionalità diverse) tanto da essere riconosciuta come paritaria. Una scuola che peraltro permette anche un risparmio importante alle casse degli enti pubblici, dato che se questa scuola dovesse chiudere si avrebbe la necessità di creare altri 55 posti, con un aumento dei costi molto importante per le istituzioni. Grazie a tutti».

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