Scandiano, addio a Ivano Simonazzi ex elettrauto e calciatore

Ivano Simonazzi

“Il biondo” come lo chiamavano aveva 55 anni. Per tanto tempo aveva militato nella Vianese. Il ricordo commosso della società per l’amico 

SCANDIANO. Arceto e la collina reggiana piangono “Il biondo”. Domenica è morto all’ospedale di Reggio Ivano Simonazzi, 55enne arcetano da tanti conosciuto come “Il biondo” per la folta capigliatura riccia della gioventù.

Grande appassionato di motociclismo, per decenni protagonista del calcio dilettantistico locale, è stato stroncato da una malattia con cui ha dovuto a lungo confrontarsi, sino al progressivo peggioramento. Simonazzi, che aveva operato a lungo come elettrauto nella sua Arceto prima di andare a lavorare a Rondinara, lascia la figlia Gaia, la mamma Maria, le sorelle Morena e Roberta, i cognati e i nipoti.


Il funerale verrà officiato nel pomeriggio della giornata odierna. Il corteo funebre partirà alle 14.30 dalla camera ardente dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e raggiungerà la chiesa parrocchiale di Arceto, nel centro del paese scandianese. Al termine della funzione religiosa, si proseguirà al cimitero locale alla periferia dell’abitato per la sepoltura. Dalle 9 alle 11 di questa mattina, la camera ardente sarà aperta per eventuali visite. I famigliari chiedono alle persone eventualmente interessate non fiori ma piuttosto donazioni al Grade, la fondazione reggiana che sostiene le attività del Core, il centro onco-ematologico cittadino che ha seguito a lungo Simonazzi. Chi vorrà, potrà effettuare un bonifico sull’Iban IT31S0303212804010000012000.

La notizia della morte del “Biondo” ha fatto rapidamente il giro del territorio scandianese e di quello di Viano, dove Simonazzi era piuttosto noto per la sua lunga militanza nella Vianese, la squadra di calcio del paese collinare. Ivano era diventato una bandiera locale, per la sua grinta e la sua dedizione, e proprio la società ha voluto ricordarlo nella giornata di ieri con un messaggio dolente: «Un avversario subdolo che sul campo avresti annichilito ti ha vinto, ti ha tolto la vita ma non ti toglierà mai dai nostri cuori. Ti sei battuto come sempre, questa volta abbiamo perso, non c’è sconfitta più dolorosa. Ciao “zio” fai buon viaggio».

Adr.Ar.

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