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«Il tempo lungo per il 50% delle richieste. Dobbiamo rispettare le bolle anti-Covid»

Rinaldi, direttore dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia: «Cercheremo soluzioni alternative per chi resta escluso» 

REGGIO EMILIA. «Il tempo lungo nelle sezioni di nido e scuola dell’infanzia inizierà entro il 2 novembre». Lo assicura Nando Rinaldi, direttore dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia di Reggio Emilia, dopo che diverse famiglie avevano protestato per un servizio che tarda ad arrivare (ritardo dovuto, secondo il responsabile, alle disposizioni anti Covid che impongono il doppio di personale). Nei giorni scorsi l’Istituzione ha fatto compilare ai genitori un questionario per stabilire quante sono le famiglie interessate a far rimanere il proprio figlio a scuola fino alle 18 secondo il cosiddetto sistema delle “bolle”: microgruppi che consentano, nel caso in cui si scoprisse un bimbo positivo al Covid, di fermare solo la sezione interessata e non l’intero plesso. Già l’anno scorso il tempo lungo era “saltato” e quest’anno, di fronte all’eventualità di continuare così fino a fine anno, mamme e papà si sono dichiarati allo stremo.

Il fatto di non aver ancora avviato il servizio, secondo Rinaldi, si spiega con molteplici fattori: le normative nazionali slittate in avanti, la necessità di indire una gara per il personale in più e l’aspetto economico, visto che questo sistema comporta il lievitare degli educatori. «Anche per quest’anno scolastico sono state confermate le “bolle” nel pre e post scuola – spiega Rinaldi – Per il pre abbiamo deciso di anticipare per tutti alle 7.30, il che è stato molto apprezzato. Sul post scuola a livello nazionale il governo avrebbe dovuto dare le direttive in agosto, ma così non è stato».

Lunedì scorso, prosegue Rinaldi, «abbiamo pubblicato la determina per l’affidamento integrativo del tempo lungo, il che comporta tempi tecnici da rispettare essendo un servizio ad alta intensità di personale. La pandemia ha rivoluzionato l’organizzazione: prima bastava accorpare i bambini con un solo educatore, oggi con le bolle se abbiamo tre sezioni, anche solo di cinque bimbi ciascuno, dobbiamo avere tre educatori. Significa che se prima erano sufficienti 19 educatori, ora ne servirebbero 45: si capisce bene il divario. Questo comporta un peso economico enorme per le amministrazioni comunali: l’impegno dell’atto si aggira sui 200mila euro. Finora abbiamo concentrato le risorse per garantire la stabilità della mattinata».

Per il post scuola i genitori si sono detti disposti a versare una somma aggiuntiva. «Sì ma noi spendiamo 11mila euro, da novembre a giugno, per ogni educatore. È evidente che le famiglie, che versano una retta unica da 70 euro al mese, non potrebbero mai coprire tale cifra. Torno alla determina: grazie al decreto semplificazione dello scorso anno è possibile svolgere una procedura semplificata, ma le tempistiche restano ristrette. Nella gara invitiamo almeno cinque operatori (cooperative che fanno parte dell’elenco territoriale) a inviare la proposta per l’offerta economicamente più vantaggiosa, poi occorrerà stabilire il vincitore».

Il tempo lungo, sottolinea il presidente, è un servizio esternalizzato. «Per garantire i numeri – spiega – perché i Comuni devono rispettare un tetto di assunzioni e perché un soggetto esterno riesce a garantire meglio le sostituzioni, soprattutto quelle brevi. Abbiamo già incontrato i sindacati: insieme a loro valuteremo questa sperimentazione 2021-2022 per capire se questa è una scelta da ripetere o se il prossimo anno torneremo a gestione diretta».

Rinaldi garantisce che il servizio partirà entro il 2 novembre. «Se saremo bravi riusciremo anche ad anticipare. Comunque laddove sono state raccolte almeno cinque domande di nido e sette di materna. Con questa manifestazione d’interesse rispondiamo a circa il 50% delle richieste pervenute; comprendiamo che alcune situazioni resteranno scoperte, perciò stiamo vagliando altre ipotesi. Convocheremo a breve una Commissione criteri e rette (strumento di partecipazione per le famiglie) che potrà suggerire alcune idee».

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