Castagni centenari in adozione a Marola

Campagna per portare avanti il progetto di valorizzazione dell’antica piantagione. Con 250 euro l’anno si potrà garantire pulizia, potature e posa della segnaletica

CARPINETI. Centinaia di castagni secolari da adottare per portate avanti l’antica tradizione di Marola. Prevede tante possibilità, fra cui quella di prendersi cura di una pianta con una donazione costante di denaro, il progetto di riqualificazione del castagneto matildico che verrà presentato sabato in una lunga giornata di lavoro ospitata dall’ex seminario di Marola, proprio a fianco dell’inizio dei boschi da valorizzare.

In quelle aule sono passate generazioni di studenti, che ora si sono ritrovati creando l’associazione “Amici del Castagneto Matildico di Marola”, da diversi anni impegnata nella riqualificazione della bella area verde, fra le più rinomate dell’Appennino per la qualità dei marroni e dei castagni, per il paesaggio maestoso e per essere da sempre meta anche di tanti viaggi scolastici. Oltre due anni fa, l’associazione assieme al consorzio forestale Terre Medio Appennino Reggiano ha messo in campo diverse attività, finanziate con bandi e con contributi della Regione Emilia-Romagna, con cui sistemare e curare gli oltre cinquanta ettari di castagneto matildico che si allarga da Marola, uscendo in alcuni punti dal perimetro di Carpineti per sfiorare i confinanti Comuni di Casina e Castelnovo Monti.


«Marola è uno degli ecosistemi storico-ambientali più suggestivi dell’Emilia-Romagna; ancora oggi sono presenti ben 12 varietà di alberi del prezioso frutto: la castagna è stata nei secoli passati “il pane dei poveri”» spiegano i componenti dell’associazione. Adesso, «nello spirito dell’enciclica “Laudato si”, intende diffondere la storia, la spiritualità e la cultura del luogo che, oltre al castagneto, comprende l’abazia romanica e il vecchio seminario (oggi Centro di Spiritualità), la cui apertura risale al 1824. Questo primo intervento ha permesso di restituire all’antico splendore circa 300 castagni (di cui oltre 200 secolari) su una superficie di 20 ettari, completamente ripulita».

Ad agosto è stata anticipata una seconda fase, quella della riqualificazione forestale vera e propria unita alla campagna “Adotta un castagno”. Con un versamento di 250 euro si potrà diventare “genitori” di una delle piante, garantendo la copertura di una parte delle spese da sostenere, molte delle quali già avviate in queste settimane, con la pulizia delle radure, la potatura di alcune piante, la posa della segnaletica e il riassetto di diversi sentieri. Tutti i dettagli verranno presentati sabato al seminario.

Si parte alle 9.30 con la messa presieduta dal vescovo Massimo Camisasca. Al termine della cerimonia religiosa, dopo una breve presentazione del progetto da parte dei presidenti dell’associazione Claudio Filippini e della società consortile Massimiliano Gibertini, verrà impartita la benedizione. A seguire, ci saranno i saluti del sindaco carpinetano Tiziano Borghi, dell’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, della vicepresidente della Provincia Ilenia Malavasi, del presidente di Emilbanca Graziano Massa, del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Paolo Bernardi e del presidente del Parco dell’Appennino Tosco-emiliano Fausto Giovanelli. A concludere la mattinata, un primo tour guidato nel castagneto riqualificato e il pranzo in compagnia al seminario. Nel pomeriggio, l’ultimo atto, una lectio magistralis di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale della Cei per i problemi sociali e del lavoro, dedicata al tema “Ecologia e spiritualità nella Laudato si’ di papa Francesco”. Saranno richiesti green pass e mascherine, per informazioni e prenotazioni scrivere a amicicastagnetomatildicomarola@gmail.com.

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