Addio ad Azio Borghi, imprenditore generoso amante dello sport

Aveva 82 anni. È stato presidente della Sampolese Calcio. Aveva fondato l’azienda che ha il suo nome nel 1954

SAN POLO. Il paese piange Azio Borghi scomparso per malattia all’età di 82 anni. Nato a Casina nel 1939, ma cresciuto a San Polo, era uno tra i più noti imprenditori del paese: nel 1954 aveva fondato la sua azienda, la “Borghi Azio srl” che da più di 60 anni produce materiali certificati per la geotecnica.

È stato una figura importante per il paese, ha aiutato il prossimo non solo come volontario, ma anche tramite le sponsorizzazioni come per la polisportiva di San Polo della quale è stato uno dei fondatori. Non avevo ancora 15 anni Azio Borghi quando ho messo piede nella Borghi Gabbioni Spa – l’azienda di allora – e solo grazie alla sua tenacia e lavoro umile da un semplice operaio diventò un imprenditore.


«Con la sua azienda ha dato lavoro a molte famiglie e a tanti ragazzi che d’estate lavoravano per pagarsi il motorino o le ferie estive» dicono di lui in paese. E c’è chi ricorda che diceva agli operai: «Quando non sai cosa fare, prendi la scopa e spazza». Nella vita di Azio Borghi non c’era solo il lavoro, ma anche l’amore per lo sport: per tantissimi anni ha ricoperto il ruolo di presidente della Sampolese Calcio e ha permesso a tanti giovani di praticare questo sport. Aveva un carattere socievole sopratutto con i più giovani, sempre moderno nel modo di porsi e nei discorsi sempre pacati ed educati. Amava le passeggiate all’aperto nella sua montagna e sopratutto girare in moto, cosa che ha fatto fino agli ultimi giorni. Lo ricorda anche il sindaco di San Polo, Franco Palù: «Conosco Azio Borghi dalla mia infanzia. Anche se di due generazioni distinte abbiamo sempre frequentato gli stessi ambienti del paese, dai tempi del bar Turismo. Ogni volta che ci incrociavamo, anche prima del mio incarico pubblico forse per stima reciproca, mi raccontava con calore le sue esperienze lavorative, mi raccontava accalorandosi delle lungaggini burocratiche che aveva subito nella sua carriera imprenditoriale, Azio pensava giustamente fossero il male nazionale assoluto, mi esponeva la sua visione dell’Italia e di come, a suo avviso, avrebbe dovuto essere per far esplodere il potenziale creativo del nostro paese. Tutto questo Azio me lo raccontava, chiamandomi per nome, sempre con il sorriso sulle labbra, mai fuori tono, era uno di quei rari casi di persona che non si lamenta, ti propone la soluzione. Perdere persone come Azio fa molto male».

Il funerale si terrà domani alle 14. Il corteo partirà dalla sua azienda fino al cimitero. Lascia la moglie Jolanda, i figli Roberta e Massimo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA