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Arsenale rubato, chieste dure condanne

Montecchio. La pm Pantani: «Sei anni di cella per Spagnolo e sei anni e otto mesi per gli altri quattro complici del furto al collezionista»

MONTECCHIO. Fra il 2020 e il 2021 sono finite nei guai cinque persone d’origine calabrese per il furto di un ingente quantitativo di armi ai danni di un collezionista di Montecchio: 11 pistole, 2 rivoltelle, 4 fucili e 4 carabine di varie marche e calibri (alcune delle quali per il tiro di precisione) e 500 munizioni.

Ieri con rito abbreviato – quindi con sconto di pena di un terzo – si è avviata l’udienza preliminare davanti al gup Dario De Luca. E la pm Maria Rita Pantani ha avanzato dure richieste di condanna per furto in abitazione in concorso aggravato dalla violenza sulle cose, oltre che detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni. La pena avanzata “più bassa” – 6 anni di reclusione – riguarda Salvatore Spagnolo (crotonese di 30 anni, domiciliato a Reggio Emilia) che era il “custode” della Santa Barbara recuperata nel settembre 2020 nel sottotetto di un condominio di Reggio Emilia. L’operaio aveva prima negato, poi collaborato nelle indagini, ammettendo di aver commesso il colpo in accordo con altri e consentendo perfino di far ritrovare due pistole semiautomatiche che mancavano all’appello.


Richiesta di condanna più elevata – 6 anni e 8 mesi di reclusione – per gli altri quattro imputati. Tre sono stati chiamati in correità da Spagnolo e si tratta del 26enne Angelo Aiello (residente a Cadelbosco Sopra), il 23enne Salvatore Ranieri (23 anni, residente a Cutro, ma di fatto domiciliato a Reggio Emilia) e il 20enne Francesco Migale (vive a Cutro). Le indagini hanno portato, infine, ad individuare un quinto componente, vale a dire il 43enne Giuseppe Migale Ranieri (originario di Cutro, ma residente a Cadelbosco Sopra). Esaurita la requisitoria della pm Pantani, la parola è passata ai difensori. L’avvocato Federico De Belvis – difensore di Spagnolo – ha chiesto «la concessione delle attenuanti generiche nella massima estensione, in ragione del comportamento processuale del mio assistito».

«Non c’è la prova della sua partecipazione» ha replicato – chiedendo l’assoluzione – il legale Giuseppe Migale Ranieri (omonimo del suo assistito). Assoluzione o minimo della pena poi le richieste giunte sia dai due avvocati calabresi collegati con l’aula via web (Luigi Colacino per Ranieri e Fabrizio Salviati per Aiello), sia dal legale Migale Ranieri per Migale. Ma l’udienza preliminare non si è conclusa, tutto è slittato al 12 ottobre per repliche e sentenza.

I contorni della vicenda sono a dir poco inquietanti. È infatti rimasto più di un mistero sul furto su commissione avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 settembre 2020 in una villa alla periferia di Montecchio.: a partire da una seconda cassaforte con un lauto bottino di orologi e gioielli spariti nel nulla dopo che il committente dell’arsenale, un non meglio precisato “Fedele” detto “Copino”, aveva ordinato le armi ed era pronto a salire da Cutro a Reggio per la consegna.

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