Novellara, niente perizia per Leonardo ma la decisione slitta ancora

Mamma Ilaria abbraccia Leo durante l'ultimo viaggio in Turchia

Nuova udienza in Turchia per il bimbo portato via dal padre un anno e mezzo fa Processo rinviato a dicembre. La mamma lo ha dovuto lasciare un’altra volta

NOVELLARA. Se c’è una buona notizia dall’udienza in Turchia sull’affidamento di Leonardo – il bambino di 5 anni da un anno e mezzo portato via illegalmente dal padre e per il quale la mamma novellarese Ilaria Sassone sta combattendo una dura battaglia legale per riportarlo in Italia – è che il giudice ha detto no alla richiesta arrivata da parte dell’ex compagno di una perizia psicologica sul piccolo. Un test che avrebbe dovuto dire come sta il bambino e se riportarlo in Italia gli avrebbe fatto bene o male.



Ma dall’udienza di venerdì in Turchia è arrivato un altro rinvio. E la mamma, che da qualche giorno poteva stare con lui, ha dovuto nuovamente salutare il piccolo e tornare in Italia senza di lui. Se ne riparlerà a dicembre. «I tempi sono lunghi» commenta l’avvocatessa Giovanna Fava, che in questa difficile e dolorosa battaglia è al fianco di Ilaria.

Se questo è il binario che sta seguendo l’iter processuale per l’affidamento del bambino – benché il tribunale di Firenze, nel gennaio del 2020, avesse affidato il piccolo alla mamma – sullo sfondo c’è la Convenzione dell’Aia, che in casi come quello di Leo dovrebbe far valere se non altro un paio di principi almeno: tempi celeri nelle decisioni e la custodia del bambino a chi è stato affidato, e non a chi lo ha portato via. Ma questo non sta avvenendo, benché Ilaria Sassone abbia scritto chiedendo il loro intervento a tutti i livelli istituzionali, compreso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Che in questi giorni è intervenuto, con alcune dichiarazioni, sul caso di Eitan, il bambino israeliano portato via dal nonno. Un caso per certi versi così vicino a quello di Leo.

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