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«Code e disagi in tangenziale. Siamo ostaggio dei cantieri»

Reggio Emilia: le preoccupazioni di un cittadino. Ma i problemi sono sotto gli occhi di tutti In diversi punti restringimenti e deviazioni in prossimità di uscite e ingressi


REGGIO EMILIA. «Per quanto tempo la città dovrà ancora subire questo genere di rallentamenti? Qui ci vorranno ancora tre o quattro mesi prima che si tolga il restringimento di carreggiata...».

Preoccupazione e interrogativo sono di Luca Piccinini, che da Baragalla tutti i giorni transita sulla tangenziale di Reggio Emilia in direzione di Modena, da San Maurizio all’uscita per Correggio, per recarsi al lavoro. Ma i disagi sono sotto gli occhi di tutti.



Da mesi, infatti, lungo la nostra tangenziale, in punti nevralgici come le uscite e gli ingressi, verso Modena e in direzione di Parma, in entrambi i sensi di marcia, gli automobilisti sono alle prese con code e rallentamenti dovuti a cantieri e restringimenti.

La ripresa delle attività, dopo il fermo estivo, con la riapertura delle scuole ha, gioco forza, acuito i disagi.

Il malumore cresce se si considera quelli che, forse non attenendosi alle ben visibili indicazioni, hanno guadagnato danni alle fiancate.

Senza contare chi ligio alle limitazioni di velocità rischia di essere buttato fuori strada da altri “Nuvolari” che sfrecciano incuranti dell’approssimarsi delle riduzioni di carreggiata, da due a una, proprio in prossimità delle uscite, come avviene per quella per Cadelbosco-Bagnolo in direzione Parma.



Dell’altro tratto racconta invece Piccinini: «Dal Campovolo, in direzione Modena, già da maggio hanno cominciato a togliere i guardrail centrali e a sostituirli con i new jersey – racconta – poi hanno ridotto tutto a un’unica corsia con conseguente grosso disagio per gli automobilisti. A giugno/luglio hanno iniziato a scavare una specie di trincea cominciando il lavoro di posizionamento di tombini e caditoie nuovi e dispositivi per il deflusso dell’acqua, ma gli operai erano pochissimi, 4 o 5 al massimo 6, su un tratto di due chilometri. Dopo due estenuanti mesi di lavoro, giugno e luglio, ai primi di agosto gli operai, giustamente, sono andati in ferie. Arriviamo ai primi di settembre e finalmente partono con i camion di asfalto, scaricano sulla carreggiata e chiudono il buco che si era creato per posizionare i tombini e, finalmente, richiudono e dopo poche ore arrivano i camion con i new jersey, li scaricano e li allineano. Così il chilometro o due della strada è finalmente terminato».

Ma l’illusione, purtroppo, dura poco. «Questo sarà l’epilogo della vicenda, mi dico, almeno per questa parte – prosegue Piccinini –. Invece no. Qualche giorno fa hanno cominciato a smontare pezzi di new jersey e, in diversi punti, a rompere l’asfalto appena messo, per recuperare i tombini che hanno messo sotto: evidentemente c’è stato qualcosa che non andava. Ma come? Dopo i lavori di due mesi e mezzo si sono accorti che bisognava rifare e hanno tolto tutto quello che gli operai avevano fatto in due mesi?».

Di qui gli interrogativi che assillano un po’ tutti gli utenti di questa strada, tra l’altro proprio nei giorni in cui viene annunciato l’avvio dei lavori per la tangenziale Nord.

«Alla luce di tutto questo, ora la domanda è: per quanto tempo la città dovrà ancora subire questo genere di rallentamenti? La tangenziale è ancora lunga e se ci hanno messo due mesi per fare un pezzo di un chilometro e mezzo quanto ci vorrà per tutto il resto? Non è tanto per lo spreco di denaro, è per i disagi di chi deve andare a lavorare e deve stare tutte le mattine in colonna per riuscire ad arrivare. Qui ci vorranno ancora tre o quattro mesi prima che si tolga il restringimento di carreggiata...».

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