Crisi epilettiche in Fido: cause e come comportarsi



Jack è un bravo cagnolino di otto anni, pulitissimo e non riuscivamo a spiegarci le tracce di urina sul divano. Poi, una notte, la proprietaria si è svegliata e ha visto il suo cane in piena crisi epilettica: perdita di conoscenza, digrignamento di denti, movimenti di pedalata e perdita di urina, feci e bava. Tecnicamente con il termine crisi epilettica si intende un disordine neurologico caratterizzato da alterazioni dell’attività cerebrale, ad insorgenza improvvisa, transitoria e spesso ricorrente. Le crisi possono essere parziali, con una sintomatologia variabile e spesso confusa o non rilevata oppure generalizzate, quelle che viste una volta non le scordi più, con i sintomi che presentava Jack. Abbiamo tre fasi: la prima, il cane che “sente” che sta succedendo qualcosa, ha paura e cerca il contatto oppure può nascondersi da tutti. I “service dog” sono addestrati a rilevare proprio questa fase nell’uomo soggetto a crisi epilettiche in modo che possa mettersi in sicurezza. Segue la crisi, che può durare da pochi secondi ad alcuni minuti e quindi la fase in cui l’animale riprende conoscenza, è spaventatissimo, disorientato e stanco, dai muscoli all’apparato cardiocircolatorio, ha dovuto sopportate in quei minuti di contrazioni violente. Le cause sono spesso difficili da individuare, tumori cerebrali, infezioni, problemi metabolici, vascolari, avvelenamenti oppure si parla di epilessia idiopatica. La terapia è compito del veterinario, il proprietario deve rimanere lucido, mettere cuscini attorno al cane per proteggerlo, luci basse, silenzio e mai mettergli le mani in bocca per prendergli la lingua.


*Medico veterinario esperto in comportamento animale

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