Inchiesta Perseverance: cadute le accuse contro il notaio Aricò

Il notaio Giovanni Aricò

REGGIO EMILIA  Il notaio di Reggio Emilia Giovanni Aricò non ha mai avuto a che fare con la 'ndrangheta. Nell'ambito dell'inchiesta «Perseverance» che vedeva coinvolto il professionista, infatti, il gip del tribunale di Bologna ha disposto a fine agosto l'archiviazione della sua posizione, risultando dunque Aricò estraneo a ogni contestazione.

Il provvedimento accoglie integralmente la richiesta di archiviazione formulata il 28 aprile già dal pubblico ministero ritenendola «totalmente condivisa». Il notaio reggiano era stato coinvolto nelle indagini in relazione ad alcuni atti societari rogitati, attenzionati dalla dda perché potenzialmente ascrivibili a tentativi di infiltrazione di alcuni esponenti della 'ndrangheta sul territorio.

Ipotesi investigative che hanno poi escluso il coinvolgimento dell'indagato. «Anche se non posso nascondere come la vicenda abbia rappresentato un fardello dal punto di vista personale, per il carico emotivo che sospetti del genere possono rappresentare, non ho mai dubitato che si sarebbe arrivati a una conclusione positiva della questione, anche perché sono sempre stato animato dalla consapevolezza di aver agito nel rispetto della legge, secondo scienza e coscienza, compiendo il mio dovere di pubblico ufficiale ed esercitando le mie funzioni di controllo, per quel che la legge mi consente» commenta aricò.

Soddisfazione è espressa anche dalla presidente del consiglio notarile di Reggio Emilia, Maura Manghi: «Siamo lieti che questa vicenda sia arrivata presto al termine. Aspettavamo tutti un provvedimento di archiviazione che, conoscendo il dottor Aricò quale professionista serio, esimio giurista e persona estremamente corretta, non dubitavamo sarebbe giunta a breve».