Treni locali, riecco i disservizi: monta la protesta tra gli utenti

Decine di segnalazioni sul gruppo Facebook degli utenti della Reggio-Guastalla. Sberveglieri: «Valutiamo di rivolgerci all’Autorità per la regolazione dei trasporti»

NOVELLARA. L’inizio dell’anno scolastico ha portato alla riattivazione delle corse sulla linea ferroviaria Reggio-Guastalla, e sono bastati quattro giorni di lezioni per riaccendere aspre polemiche sui disservizi.

«La situazione – afferma la bagnolese Elena Sberveglieri, utente storica e fondatrice del gruppo Facebook “Ritardo treno Reggio-Guastalla” – è precipitata da quando la tratta è passata dalla gestione Act a quella divisa tra Tper, per personale e treni, e Fer, per le infrastrutture».


In questi giorni il gruppo Facebook fondato da Sberveglieri si è popolato con centinaia di messaggi, tra indignazione, esasperazione e protesta. Tra di loro, genitori di studenti che per la prima volta prendono il treno per andare a scuola, assieme a tanti utenti storici ormai abituati a “sfogarsi” sui social.

Le denunce, anche stavolta, sono pressoché identiche a quelle degli anni scorsi. Treni in forte ritardo e problemi di ogni tipo spesso per guasti a mezzi vetusti risalenti, oppure perché i mezzi aspettano l’arrivo del treno nell’altro senso di marcia, nelle stazioni, dove c’è il doppio binario per l’interscambio.

Col risultato di sbarre abbassate per molto tempo che impediscono il transito delle auto sulle strade in prossimità delle stazioni, creando incolonnamenti di chilometri.

Non mancano neanche le contestazioni sui sedili sporchi e sulla mancanza di sanificazione in tempi di pandemia. Sotto accusa anche i lavori di elettrificazione della linea, ormai avviati da anni ma ancora non conclusi.

«Bisogna fare rete inviando email di protesta a Tper (perché sono obbligati a protocollarli e a rispondere) – dice Sberveglieri – ad amministratori regionali e sindaci, per far sì che abbia fine questo incubo. Stiamo valutando di fare denuncia all’Autorità per la regolazione dei trasporti. È inconcepibile questa sequela di disservizi per un servizio pubblico su una tratta di soli 30 chilometri, per cui paghiamo centinaia di euro di abbonamento annuale. Dopo la nostra petizione regionale, Stefano Bonaccini e Raffaele Donini, ex assessore regionale ai trasporti, ci promisero che nel 2019-20 sarebbe stata pronta l’elettrificazione, ma nulla di ciò sta avvenendo, e i problemi rimangono irrisolti».


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