Reggio Emilia, scoperti quattro focolai dentro le scuole. In quarantena 86 bambini e 17 insegnanti

Lezioni sospese e tutti a casa per personale e alunni di 10 sezioni reggiane: cinque dei nidi, una materna e quattro primarie

REGGIO EMILIA. C’era da aspettarselo. E infatti è successo. A quindici giorni dall’avvio delle lezioni nei nidi e nelle materne, e ad appena tre per quanto riguarda le elementari, si sono già verificati i primi focolai all’interno di diverse sezioni reggiane.

In parte per colpa del caso – spesso i bambini sono asintomatici e ci si accorge del contagio solo quando è troppo tardi – e in parte per l’irresponsabilità di alcune famiglie, che hanno deciso di mandare ugualmente i loro figli a lezione pur sapendo di accertamenti anti Covid in corso da parte dell’Ausl. In sintesi, più di un genitore non hanno aspettato l’esito del tampone eseguito su se stesso o altri parenti a stretto contatto con il bambino. Tampone che si è poi rivelato positivo, facendo scattare quarantene e tracciamenti.


Complessivamente sono 86 gli alunni nella fascia 0-11 anni attualmente in quarantena e, assieme a loro, anche 17 insegnanti. Numeri che, spiega la dottoressa Emanuela Bedeschi, direttrice del servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Ausl e responsabile delle complesse operazioni di tracciamento, «sono in continua evoluzione e possono variare di giorno in giorno. Ma il contatto con scuole e famiglie è stretto e tutti vengono avvisati tempestivamente. Gli stessi tamponi, grazie ai numeri bassi della pandemia, riusciamo a eseguirli nel giro di 24 ore».

Se sui nomi delle scuole vige il massimo riserbo da parte dell’azienda sanitaria, per evitare di spargere panico ingiustificato, chiari sono invece i numeri che delimitano la situazione pandemica nelle scuole reggiane. Complessivamente sono dieci le sezioni in quarantena: cinque appartenenti ai nidi, una di scuola materna e quattro sezioni di elementari.

I focolai attivi sono però quattro, due nei nidi e due nelle primarie. Questo perché, chiarisce la Bedeschi, «un focolaio può coinvolgere anche più di una classe. Senza contare che almeno nel caso dei nidi e delle materne, dove i bambini non portano le mascherine, se emerge un contagiato l’intera sezione deve andare in quarantena a prescindere dalla presenza del focolaio».

Tutti i casi, comunque, sono nati da un alunno contagiato fuori dalla scuola, spesso in ambito familiare. Ma qualche sospensione dell’attività si sarebbe sicuramente potuta evitare, se non fosse stato per la sciocca superficialità di qualche famiglia: «Vorrei fare un richiamo all’attenzione – prosegue la dottoressa –. Ci sono episodi di bambini che sono stati mandati in classe mentre in famiglia erano ancora in corso accertamenti su possibili contagi».

Il numero elevato (86), deve far tener alta la guardia ma non terrorizzare: quarantena non vuol dire positività al Covid e, in ogni caso, fortunatamente non si registrano casi gravi fra alunni e docenti. I nuovi protocolli di tracciamento validi dalle primarie in poi, inoltre, fanno ben sperare per quanto riguarda la prosecuzione della didattica a distanza: ora, infatti, l’Ausl dispone la quarantena solo per i contatti veramente stretti. «È un lavoro più complesso – conclude la Bedeschi – ma così speriamo di non dover mai chiudere un’intera scuola».

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