Reggio piange la prof di lettere Liliana Bussi

Liliana Bussi

La sua “tribù” composta da 12 figli, 31 nipoti e 17 pronipoti. Era moglie dell’architetto e urbanista Osvaldo Piacentini

REGGIO EMILIA. È mancata all’affetto della sua numerosa famiglia Liliana Bussi, 88 anni, insegnante di lettere in diversi istituti superiori della città, moglie dell’architetto e diacono Osvaldo Piacentini, urbanista e tra i fondatori della Cooperativa architetti e ingegneri di Reggio Emilia.



Colpita in giovanissima età dalla strage di Roncroffio di Felina del 29 settembre 1943, nella quale per rappresaglia nazista perse il padre Giuseppe, il nonno Luigi Borghini e altri familiari, Liliana e la sua famiglia riuscirono a superare la tragedia grazie alla forza della madre, Clara Bussi Borghini, insegnante e poetessa reggiana.

Dall’incontro con Osvaldo, il partigiano “Waldo” delle Fiamme Verdi , nacque la numerosa famiglia, dodici figli, contemporaneamente alla cooperativa di abitazione nota come “Villaggio Architetti”, un intervento progettato dalla stessa cooperativa e che rappresenta, oltre a un vero e proprio gioiello di rilievo nazionale, un modello di “comunità educante” dove diciotto famiglie e una cinquantina di bambini imparavano autonomia, socialità e convivenza.

I nonni e gli zii, insieme alla comunità del Villaggio e della parrocchia, sono sempre stati accanto a questa “tribù”, come Liliana chiamava la sua numerosa progenie, nell’aiuto concreto, nell’amicizia e nella condivisione di gioie e dolori.

Liliana e Osvaldo sono sempre stati molto legati a don Giuseppe Dossetti senior, tanto che hanno scelto di sposarsi il 6 gennaio 1956 per poi raggiungere il Centro di Documentazione per le scienze religiose di Bologna dove don Giuseppe e le prime cinque sorelle della Comunità pronunciavano i voti nelle mani del cardinale Giacomo Lercaro.

È leggenda familiare che il loro pranzo di nozze fu a base di lasagne fredde sugli scaffali, forse polverosi, del Centro studi bolognese.

La fraterna comunione con don Mario Prandi e don Alberto Altana e il loro servizio ai poveri ha improntato lo stile della famiglia con una casa sempre aperta e accogliente per gli amici, tantissimi, i poveri e bisognosi: Liliana per molti anni ha fatto catechismo in casa propria ai piccoli sinti, terminando spesso con il bagno e la merenda.

Oggi la famiglia Piacentini si compone, oltre ai figli, di 31 nipoti e 17 pronipoti: una discendenza di 60 persone. Pochi anni fa proprio i giovani organizzarono per la grande “tribù” un viaggio ad Assisi, sulle orme del viaggio di nozze dei nonni, nei luoghi di San Francesco e di Madre Giovanna Ferrari, reggiana, fondatrice delle suore missionarie del Verbo incarnato e oggi Venerabile a cui Liliana era molto legata.

Dopo la morte del marito, nel 1985, la casa di Liliana è rimasta un punto di incontro accogliente per i figli, i nipoti e i pronipoti, che l’hanno vegliata nelle ultime ore nella sua casa del “Villaggio”, accompagnandola con dolcezza, e dove si è spenta in serenità.

Sia il nonno Pietro Piacentini che lo stesso Osvaldo hanno dato una forte impronta alla famiglia, avendo ricoperto ruoli istituzionali dettati dalla loro passione civile e da un grande desiderio di pace. Liliana ha saputo rendere questa passione una pratica quotidiana di accoglienza trasmettendo a figli e nipoti, silenziosamente e nei fatti, la responsabilità individuale verso il bene comune.

Molti nipoti hanno seguito le orme di Liliana e sono diventati insegnanti e la primogenita Maria è dirigente scolastico a Modena. Tra i figli ricordiamo Giuseppe Piacentini, comandante dei carabinieri forestali del Parco nazionale dell’Appennino, Lucia e Giacomo Benassi, consiglieri comunali a Reggio Emilia, Chiara, già capo segreteria del sindaco Graziano Delrio e ora nello staff dell’assessora Annalisa Rabitti e membro del Cda della Fondazione Durante e Dopo di Noi di Reggio Emilia Onlus. Il cda e tutti i soci della stessa Fondazione, con una nota, «si associano al cordoglio dei familiari per la scomparsa di Liliana Bussi Piacentini. In particolare, siamo vicini alle figlie Chiara, eletta nel cda dal giugno 2021, e Lucia che negli anni 2012/2013, quando era direttrice del Centro di servizio del volontariato Dar voce, ha affiancato i soci promotori nel lungo cammino che ha portato nel 2014 alla nascita della Fondazione».

La camera ardente è in casa, al Villaggio Architetti. Il funerale di Liliana Bussi PIacentini si svolgerà domani alle 14.30 nella nuova chiesa del Sacro Cuore a Baragalla, in via monsignor Gilberto Baroni 1. Per chi lo desidera, opere di bene.

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