Ok dal Mab Unesco: ora nella Riserva dell’Appennino c’è anche Reggio

L’allargamento confermato ieri sul tavolo aperto in Nigeria. Giovanelli: «Ora più forti». Vecchi: «Stimolo a migliorare»

VENTASSO. Un colpo secco battuto sul tavolo ad Abuja, in Nigeria, alle 16.50 di ieri ha siglato la decisione affermativa del programma Mab Unesco per l’allargamento della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco emiliano proposta dal Ministero italiano.

«Tutti noi siamo Riserva di Biosfera. Quello di oggi è un piccolo grande passo nella rete mondiale delle nazioni. Siamo più forti nel club dei territori per lo sviluppo sostenibile, nel segno della transizione ecologica» ha dichiarato Fausto Giovanelli coordinatore di questa realtà plaudendo alla decisione positiva del 33° Consiglio internazionale di Coordinamento del Programma UNESCO per l’Uomo e la Biosfera (MAB-ICC) cui è intervenuto, forte del sostegno di oltre 150 persone, autorità e imprenditori collegati da remoto e che hanno applaudito all’allargamento.


Mab Unesco è compresa nello spazio tra le consolari romane via Emilia e Via Aurelia, tra pianura padana e mar Tirreno. L’ampliamento ha coinvolto 80 comuni (contro i precedenti 34) distribuiti su quasi 500 mila ettari, nelle 3 regioni di Toscana, Emilia-Romagna e, ora anche Liguria dato che entra il Comune di Luni, in provincia di Spezia. Le province salgono così a 6 e la Mab Unesco si spinge sino alle porte delle città di Parma, Reggio Emilia e Modena, comprendendo interamente Lunigiana e Garfagnana in provincia di Massa Carrara e Lucca. 380.000 i residenti (di cui 56.000 under 18) e qui sono operativi 875 istituti scolastici. L’Action plan è la banca di progetti concreti che sono in coerenza con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile dell’Onu e che ora sarà implementata dai vari Comuni e territori.

La decisione dell’allargamento della Riserva di Biosfera Appennino tosco-emiliano giunge assieme ad un’altra buona notizia per l’Italia: l’approvazione della Riserva del Monte Grappa.

«Accogliamo questa notizia con entusiasmo e soddisfazione – dichiarano il sindaco Luca Vecchi e l’assessore alle Politiche per la Sostenibilità, Carlotta Bonvicini – È il primo riconoscimento Unesco nella storia di Reggio Emilia ed è un riconoscimento agli sforzi messi in campo dall’amministrazione comunale e dalla nostra città in tema sostenibilità, ma è prima di tutto una carta decisiva da giocare per la tutela e il miglioramento delle condizioni dell’ambiente, sia esso naturale, sia urbano. Si tratta di un “premio sfidante”, che ci stimola a migliorare sempre di più per la conservazione di paesaggi, ecosistemi, diversità delle specie e per lo sviluppo sostenibile, l’educazione e la ricerca. È una grande opportunità per la comunità e una chance significativa anche per il turismo e l’attrattività del territorio, come dimostrano le esperienze già in essere in altre città europee, quali Madrid e Vienna, che hanno seguito questo percorso. La filosofia è: Uomo e Biosfera, non più solo l’uomo che abita la natura, ma anche la natura che torna ad abitare luoghi oggi ampiamente antropizzati». «L’ingresso nella Riserva Mab Unesco – aggiungono – significa rafforzare e potenziare la “connessione” fra Città e Appennino grazie alle “infrastrutture ambientali” che già esistono, vale a dire i “corridoi ecologici” che percorrono il territorio comunale estendendosi lungo i tre torrenti Modolena, Crostolo e Rodano, coinvolgendo così sia la vasta area extraurbana a sud della città, di fatto abbracciandola, sia le aree cittadine urbanizzate fino alla Via Emilia. Abbiamo raggiunto questo risultato con la collaborazione degli altri Comuni reggiani, che a loro volta trarranno importanti vantaggi, sia soprattutto dell’ente Parco dell’Appennino e della Riserva di Biosfera Mab Unesco a cui esso già appartiene. Il nostro grazie a loro, al Ministero dell’Ambiente e al Mab Unesco per questo lavoro collettivo e decisivo per il nostro futuro».

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