«Lo sport e la mia gestione? Daviddi guardi alla sua lista»

Il deputato ed ex sindaco Rossi replica alle dichiarazioni del primo cittadino. «Il volontariato deve essere coprotagonista, ciò garantisce risultati e risparmi»

CASALGRANDE. «Daviddi parla del rapporto fra volontariato sportivo e sport? Dovrebbe guardare alla sua lista, prima di tutto». Sono piuttosto secche le parole con cui il parlamentare – ed ex sindaco casalgrandese – Andrea Rossi interviene nella lunga polemica sulla gestione dei campi sportivi di Salvaterra, in particolare sulla sospensione del bando di affido il 29 luglio, a due giorni dalla scadenza. Una scelta che ha generato parecchie lamentele, giustificate dall’amministrazione con la contemporanea partenza dei lavori per gli spogliatoi dell’impianto.

Nel rispondere alla critiche, Daviddi ha parlato dell’associazionismo sportivo «come un’area di influenza che garantisce consenso politico». Un rimando chiaro alle precedenti amministrazioni di centrosinistra, guidate dal 2004 al 2014 da Rossi, oggi deputato Pd. Un tema delicato in una realtà animata da parecchie società sportive di livello. La risposta di Rossi tira in ballo tanti sostenitori della lista civica di Daviddi con un passato nel Pd e nel centrosinistra, come lo stesso sindaco peraltro, consigliere di maggioranza sino al 2019. Il primo nome è quello di Marco Cassinadri, in passato vicesindaco e assessore allo Sport e ora presidente del consiglio comunale: «Proprio per togliere quel velo di ipocrisia del quale il sindaco parla, forse dimentica che proprio lo sport nei 10 anni precedenti era una delega affidata a una figura oggi sicuramente in primo piano nella sua amministrazione, il presidente del consiglio comunale, che esercitava in maniera fattuale, e in autonomia con la collaborazione delle giunte precedenti, con il quale anche il sottoscritto ha avuto la possibilità di collaborare in modo sicuramente positivo».


«Insieme a Cassinadri negli anni scorsi abbiamo avviato numerosi progetti sul territorio e creduto fortemente nella crescita del settore sportivo del nostro Comune – continua –. Sono riconoscibili non solo diversi investimenti, del quale evito l’elenco, ma sempre disponibile a un confronto nel merito delle realizzazioni effettuate, ma era identificabile l’idea di fondo per noi fondamentale, che il volontariato non fosse un suddito “da comprare”, bensì un soggetto coprotagonista nella gestione del patrimonio pubblico, attore fondamentale nella crescita sociale e civile della comunità, capace di mantenere delle aree a cui oggi vengono riconosciuti importanti risultati e altrettanti risparmi per l’ente pubblico».

Non solo. «Per trovare persone impegnate da anni in società sportive sarebbe sufficiente scorrere la lista dei consiglieri comunali di maggioranza e di quelli che sono tra i consulenti più impegnati e ascoltati», sottolinea ancora l’ex primo cittadino. «Non sono sinceramente interessato a questo livello di dibattito, però preserviamo la buona educazione e il rispetto delle giuste e opportune posizioni di ognuno, senza rincorrere sempre una cultura del sospetto» aggiunge.

Daviddi aveva parlato anche di volersi impegnare per garantire le strutture sportive a chiunque ne faccia richiesta, altra frecciata al passato. «L’idea romantica del rispetto dell’uso degli spazi per tutti confligge con l’esistenza stessa delle società sportive, impegnate nella gestione ottimale dei campi per non gravare eccessivamente sul pubblico e sulle famiglie dei ragazzi che frequentano le discipline sportive», ribatte Rossi. «Provi il sindaco a chiedere alla pallamano di lasciare aperto il palazzetto, o alla Virtus le palestre, o al Casalgrande Calcio lo stadio comunale tanto per fare qualche esempio. Perché un conto sono gli spazi per le attività agonistiche, che comportano molte responsabilità, anche giuridiche, per chi li gestisce e un’altra cosa sono i luoghi come parchi e piste polivalenti per lo “sport in campo libero”».


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