Tannetum, dagli scavi ancora tante tracce di un passato glorioso

Si è conclusa la sesta campagna di ricerche archeologiche Nel parco della Bertana segni della prima romanizzazione

GATTATICO. Si sono conclusi gli scavi archeologici della campagna “Tannetum 2021” e le indagini hanno portato alla luce – per il sesto anno consecutivo – le radici romane e medievali della terra emiliana.

Sono importanti, ancora una volta, i ritrovamenti per la campagna di scavo archeologico internazionale, che ha coinvolto 15 archeologi provenienti da Italia e Danimarca, tutti guidati dal professor Paolo Storchi nei due siti di Taneto e del Castellazzo nel comprensorio di Gattatico. La sesta campagna di scavo archeologico ha rivelato nuovi aspetti fondamentali per ricostruire la storia dell’antica città romana scomparsa di Tannetum.


Gli scavi sono iniziati il 23 agosto fino all’11 settembre e sono tornati a indagare il comprensorio che separa Sant’Ilario e Taneto, dove è collocato l’antica Tannetum, di cui nel 2016 si è identificato l’anfiteatro. Si tratta di un progetto di ricerca internazionale che vede la partecipazione della Sapienza, Università di Roma e dalla Syddansk Universitet di Odense, in Danimarca. Le ricerche sono condotte sul campo da Paolo Storchi, su concessione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara. Il tutto col supporto dei Comuni di Gattatico e Sant’Ilario d’Enza. Le attività di quest’anno si sono concentrate in due siti, entrambi compresi nella municipalità di Gattatico; mentre nel 2020 i siti indagati erano entrambi nel comprensorio di Sant’Ilario d’Enza. Una alternanza che va avanti fin dal 2016 e che dimostra come il patrimonio archeologico unisce solidamente queste realtà.

Nell’area urbana del parco della Bertana di Taneto è stato effettuato uno dei due sondaggi di scavo. Questo luogo vissuto fin’ora dalla cittadinanza come un comune parco cittadino ha, invece, rivelato tracce insospettabili e importanti del nostro passato. Si tratta di stratificazioni e strutture risalenti alla prima romanizzazione del territorio, forse legate anche al residuo popolamento celtico che però aveva la propria sede principale in un villaggio individuato poco più a ovest, nelle campagne 2017 e 2018. Si sta quindi gettando luce sull’origine della città, si tratta di scoperte particolarmente interessanti che colmano una lacuna nella conoscenza nel territorio di Taneto.

Gli scavi nel fortilizio altomedievale del Castellazzo indagati in continuità dal 2017 hanno restituito negli anni reperti straordinari, fra i quali quelli che sono fra i più antichi scacchi noti, ad oggi, in Europa, fabbricati in Iran e giunti fino alla media valle dell’Enza in un momento in cui questo territorio era “al centro del mondo”. Dopo avere indagato l’ingresso della struttura e una delle otto torri che la caratterizzava (per il restauro della quale il Ministero della Cultura ha finanziato), le ricerche di quest’anno si sono focalizzate nel cercare di comprendere cosa avvenisse all’esterno del castello. La ricerca ha messo in luce strutture complesse che mostrano come il luogo fosse di assoluta rilevanza per una buona fetta dell’alto Medioevo.

Il team, guidato da Storchi, anche quest’anno ha visto la partecipazione di 15 giovani archeologi, fra studenti di laurea magistrale e ricercatori più formati. Da segnalare anche il supporto costante da parte del Gruppo Storico-Archeologico val d’Enza, dell’Associazione culturale Tannetum, oltre che dell’Arci di Taneto. Il sostegno economico alle campagne di scavo arriva da un pool di aziende (in primis Clevertech Sspa ma anche Italsughero, Conad, Pizzeria il Ghiottone, Etra Restauri, Ra.Ga srl, Carrozzeria Capelli, Gst snc, Agriturismo Arco Antico, Famiglia Artistica Reggiana, Geometra Barbieri, Nowotec).

Nei giorni scorsi presso il parco in via Fratelli Rosselli a Taneto di Gattatico è stata organizzata la “Cena di per gli scavi” dal Gruppo Storico Tannetum. L’archeologo Storchi e i suoi ragazzi hanno incontrato cittadini, sostenitori, istituzioni. La serata di beneficenza ha visto raccogliere la cifra di 600 euro, che saranno completamente destinati alla campagna degli scavi.

Daniela Aliu

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