Proseguono alle Reggiane le chiusure dei capannoni

Vanno avanti i lavori per impedire il rientro dei senzatetto negli edifici degradati. Per la conclusione delle operazioni saranno necessari ancora dieci giorni

REGGIO EMILIA. Alle Reggiane in questi giorni è un via vai continuo di uomini e mezzi. Ma, per la prima volta da anni, non si tratta di tossici e spacciatori né di delinquenti che vanno a scaricare i rifiuti fra i capannoni. Sono gli operai, a decine, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza definitiva degli edifici fino a poco fa abitati da una 40ina di senzatetto e una variegata e variabile moltitudine di criminali.

L’obiettivo del Comune, dopo essere riuscito nell’impresa record di uno sgombero “soft” e senza tensioni, è infatti quello di impedire un rientro di sbandati e malviventi dentro i capannoni (privati) abbandonati da tempo. Così gli ingressi e le finestre dei palazzoni, un tempo sede di una delle più importanti fabbriche italiane, vengono di volta in volta chiusi con cemento, mattoni e murature di vario genere. Ma, perché la sigillatura sia completa, serviranno ancora una decina di giorni: basti considerare che solo le finestre da murare occupano una superficie di circa 600 metri quadrati.


Durante queste due settimane – giorno più giorno meno – di cantiere il Comune ha inoltre garantito la presenza fissa di una società di vigilanza privata che, assieme ai presidi fissi e frequenti passaggi delle forze dell’ordine, garantirà che nessuno torni ad abitare alle ex Officine prima della fine del maxi cantiere.

Terminato il tutto sarà poi la Prefettura a decidere il destino delle operazioni di controllo delle Reggiane. Il Comune, da parte sua, ha già sigillato gli ingressi all’area sia da piazzale Europa che su via Agosti: ora chi vuole entrare deve scavalcare. Resta solamente l’accesso utile al cantiere, mentre è allo studio l’idea di dotare alcuni punti delle ex Officine di grandi fari, così da illuminare la zona e facilitare i controlli di questura e carabinieri.

L’aver sigillato porte e finestre, infatti, non è di per sé una garanzia: già in passato è successo più di una volta che alcuni senzatetto sfondassero le murature per rientrare nei capannoni. Sarà necessario un presidio costante, almeno fino alla completa riqualificazione dell’area.

© RIPRODUZIONE RISERVATA