«Basta incolpare noi farmacisti se il green pass arriva in ritardo»

Delfini, presidente Federfarma Reggio: «Le scuole facciano entrare i docenti con tampone negativo»

REGGIO EMILIA. Eventuali ritardi nell’arrivo della certificazione verde «non sono cola delle farmacia». Ma, al tempo stesso, non far entrare a scuola docenti che hanno il tampone negativo ma non il Qr code è «contro la legge e contro il buon senso».

A parlare è Giuseppe Delfini, farmacista reggiano e presidente di Federfarma Reggio Emilia, in un lungo intervento necessario «visto che in merito ai green pass stanno circolando alcune informazioni non totalmente corrette, talvolta provenienti anche da uffici pubblici. Ci teniamo a ribadire alcune considerazioni». In primo luogo il fatto che le farmacie «continuano a essere disponibili senza alcun tipo di remora nel facilitare la vita in tempo di pandemia, e questo anche stampando o spedendo gratuitamente per email il green pass a tutti i cittadini o pazienti che ne fanno richiesta. Si stampano e spediscono ogni giorno milioni di certificazioni, qualcuno ha una idea della mole gratuita di lavoro che viene fatta?».


Bisogna però tener presente «che l’operazione di generazione del green pass non dipende in alcun modo dalle farmacie e dai farmacisti. I farmacisti stampano la certificazione che viene messa a disposizione dallo Stato. Non generano il green pass, non lo costruiscono, non lo edificano e nemmeno lo pitturano. I farmacisti eseguono il tampone antigenico rapido e inseriscono nella piattaforma informatica regionale a loro fornita, e sulla quale devono lavorare, tutti i dati occorrenti». Se poi da tale piattaforma i dati o non arrivano al sistema nazionale che genera il green pass, «o arrivano in ritardo, o il computerone nazionale sforna i green pass in ritardo, la colpa non è dei farmacisti. Siamo stanchi di sentire che da tanti uffici di diversi enti o istituzioni venga data la colpa alle farmacie di una qualsiasi forma di ritardo. Una volta che abbiamo inserito i dati la palla passa ad altri».

Chiarito questo, Delfini dice poi la sua su un altro aspetto: «Abbiamo notizia certa da varie parti della provincia di casi di insegnanti che, seppur in possesso del certificato di tampone negativo, non sono stati accettati a scuola poiché non avevano il green pass col Qr code. A noi dispiace per queste situazioni ma facciamo presente che il green pass viene rilasciato anche in virtù del certificato di tampone antigenico negativo, quindi a nostro giudizio chi non accetta tale certificato di negatività va non solo contro la legge ma, ancora peggio, contro il buon senso».

I farmacisti, conclude, «sono a disposizione dei pazienti ma non per prendere colpe che non sono lor. Va bene lavorare gratuitamente per la nostra comunità ma fare da punching ball di chi diffonde fake news proprio no. Attenzione che la burocrazia o l’ottusità di qualche burocrate non completi i disastri del covid».

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