Reggio Emilia, il Qr code non funziona bene: insegnante rischia l’esclusione

La dirigente scolastica di un istituto comprensivo non voleva farla entrare e minacciava la sospensione nonostante il tampone negativo 

REGGIO EMILIA. Il sistema che legge il QR code si impalla e la dirigente scolastica minaccia l’insegnante di non farla entrare. È accaduto ieri mattina in un istituto comprensivo (comprendente elementari e medie) di Reggio, dove la discussione tra la docente – non vaccinata per motivi di salute ma munita di tampone negativo a sue spese, come prescrive la legge – e la preside ha registrato momenti di tensione. Ben presto superati poiché, dopo l’intervento dei sindacati ai quali si è rivolta la dipendente che ha rischiato di rimanere alla porta, la dirigente, dopo essersi confrontata su come si sono comportati i colleghi, ha ritirato l’ipotesi di provvedimento disciplinare e ha fatto marcia indietro.

Questo il caso più eclatante – non l’unico, in altri istituti il dispositivo per il QR code non è arrivato affatto e non è rimasto altro che verificare il cartaceo – avvenuto nel primo giorno di ritorno sui banchi, oltre alla famosa App per il green pass (non pervenuta e pare accantonata) e alle classi pollaio.


Quella di ieri è stata una sorta di prova generale di quanto ci riserva quest’anno scolastico in epoca Covid, costellato da diverse incognite.

In primis la questione docenti non vaccinati. Per insegnanti che appartengono a “categorie fragili” (per precise patologie l’iniezione è sconsigliata) e coloro che rifiutano la vaccinazione, per non essere sospesi e continuare a lavorare, l’unica alternativa è ricorrere al tampone a pagamento (15 euro l’uno) della durata di 48 ore.

In precedenza la proposta dei tamponi salivari gratuiti avanzata dai sindacati confederali è stata stoppata dalla protesta dei presidi (avrebbero dovuto pagarli le scuole) e si è conclusa con un nulla di fatto. Chi pensa che i tamponi a pagamento ogni due giorni per nove mesi non siano fattibili, si sbaglia. L’escamotage è macchinoso (e tra l’altro comporta un controllo continuo da parte della dirigenza) e costoso per il docente non vaccinato, che dovrà sborsare 45 euro a settimana per un totale di 180 euro al mese; eppure il taglio del 15% dello stipendio è sempre meglio delle altre possibili strade, che sospenderebbero dell’emolumento.

Infine un caso evidente di classi pollaio. La Cgil Scuola ha fatto sapere che nell’istituto di Campagnola e Rio Saliceto sono state formate tre prime classi da 27 bimbi, dei quali 4 disabili (uno molto grave), quando la legge prescrive che in presenza di disabili non si possano superare i 21 alunni. Il sindacato farà presente la situazione al Provveditore e chiederà la formazione di una quarta classe.