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Il fratello di Saman in contatto col padre

Il 16enne ha sentito il genitore quando era in comunità in Liguria e prima dell’incidente probatorio del 18 giugno

NOVELLARA. Il fratello 16enne di Saman Abbas andrà risentito nel futuro processo.

Lo rimarcano i giudici del Riesame di Bologna nelle motivazioni dell’ordinanza con cui hanno mantenuto in carcere l’unico arrestato (il cugino 28enne Ikram Ijaz) dei cinque indagati per il caso della pakistana 18enne scomparsa ormai da più di quattro mesi e per gli inquirenti uccisa dai familiari, nascondendone poi il cadavere.


Ma perché il Riesame ritiene importante risentire il principale teste d’accusa?

I magistrati bolognesi scrivono genericamente della necessità di «ulteriori chiarimenti», per poi andare al sodo, cioè riferendosi al padre e alla madre del minorenne. I giudici felsinei ritengono infatti importante che il 16enne faccia delle precisazioni «in relazione a posizioni processuali di tutto rilievo – scrivono – si pensi ai due genitori, appena lambiti dalle dichiarazioni del figlio, ancora ad essi molto legato». In effetti il minorenne – sentito più volte, con l’incidente probatorio del 18 giugno come momento testimoniale di maggior valore richiesto dalla pm Laura Galli – ha rivelato di aver sentito telefonicamente il padre (rientrato in Pakistan con la moglie il primo maggio) anche durante la fuga da Novellara con lo zio Danish Hasnain per poi essere fermati dalla polizia ad Imperia il 10 maggio. L’essere stati controllati dagli agenti, aveva fatto dividere le strade dei due familiari: lo zio spariva, il ragazzo finiva in una comunità ligure. Proprio nella comunità, facendosi prestare il cellulare da un giovane connazionale, il 16enne riusciva a parlare con il padre che lo convinceva sia a non dar retta allo zio (voleva che il minorenne scappasse da una finestra del quarto piano, legando delle tovaglie), sia a rimanere in quella struttura. Ma quante altre volte si sono parlati padre e figlio al telefono? Perlomeno un’altra volta e prima dell’incidente probatorio, come ha confermato il ragazzo proprio in quel contesto giudiziario davanti al gip Luca Ramponi. Contatti telefonici che possono aver influito sulla versione data poi dal ragazzo sulle varie responsabilità degli indagati sul destino della sorella?

Sempre il fratello ha svelato quel particolare non indifferente della riunione in casa degli Abbas nel pomeriggio del 30 aprile, quando a suo dire si sarebbe parlato di far sparire il corpo di Saman smembrandone il cadavere. E in quella riunione spunta il progetto di farne piccoli pezzi del cadavere per poi buttali nel Po a Guastalla. Ma chi si era proposto di fare quel macabro lavoro per nascondere l’omicidio? Sarebbe stato un cugino e non lo zio, ma anche questo punto andrà chiarito, ammesso che questa pista investigativa prenda corpo, visto che sinora nessuna ricerca dei carabinieri è andata in tal senso.

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