È stata riaperta la chiesa dei Servi di Maria dopo i lavori post-sisma

Ieri pomeriggio la cerimonia, conclusa con il concerto  del Coro della Cappella musicale San Francesco da Paola

NOVELLARA. A nove anni dalle scosse di terremoto che hanno devastato la Bassa reggiana, modenese e ferrarese, ieri pomeriggio è stata riaperta ufficialmente al culto della Chiesa dei Servi di Maria, in via Veneto. La riapertura è avvenuta alla presenza di Elena Carletti, sindaco di Novellara; monsignor Alberto Nicelli, vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla; Andrea Costa, consigliere regionale. La cerimonia è stata chiusa dal concerto “Lucens Maris Stella. Polifonie per Santa Maria dei Servi dal Rinascimento emiliano” del Coro della Cappella musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia.
 
Al termine di complesse opere di consolidamento eseguite dalla Curia e dal Comune di Novellara e finanziate dalla Regione con 281.860 euro, la chiesa torna ad essere fruibile dai fedeli e dalla comunità novellarese. L’intervento, completamente finanziato dal Commissario per la ricostruzione ed effettuato su progetto dello Studio Guidetti Serri di Reggio, ha riguardato il rafforzamento generale dell’edificio in corrispondenza della sommità delle murature perimetrali. Sono stati realizzati cordoli nel sottotetto per collegare le diverse componenti strutturali. Analogamente, ai livelli inferiori si è proceduto con l’inserimento di catene longitudinali e cordoli a livello della trabeazione interna per collegare la facciata al resto della chiesa. Stessa cosa è avvenuta nei sottotetti delle cappelle laterali. Consolidate le volte della navata centrale e di quelle laterali, gravate da numerose e diffuse lesioni e la realizzazione di una struttura a sostegno del timpano. Restaurate e recuperate le finiture e le decorazioni. La chiesa aveva già subito ristrutturazioni a causa del sisma del 1996, con epicentro tra Bagnolo e Novellara.
 
La prima pietra della chiesa fu posata l’8 settembre 1654, sotto il patrocinio del Conte Alfonso II Gonzaga e grazie alla donazione di Camillo Farneti, già podestà di Novellara. Alla sua morte, avvenuta nel 1637, lasciò in eredità ai Servi di Maria una sua possessione in Villa San Michele, le cui rendite avrebbero dovuto servire per la costruzione di un nuovo e più accogliente complesso di edifici con chiesa e convento. Nel 1766 il duca di Modena Francesco III d’Este soppresse il convento, che era edificato a lato della chiesa; l’edificio venne poi trasformato nello storico ospedale di Novellara, successivamente demolito.
 
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