Un balsamico d’oro: Razzoli si lancia nel mondo dell’aceto tradizionale di Reggio Emilia

L’olimpionico: «Amo Reggio e la sua enogastronomia. Tra pochi giorni sarà pronto il mio tradizionale Dop»

REGGIO EMILIA. Giuliano Razzoli scende in pista. Questa volta, però, non lo farà con gli sci ai piedi ma con il suo aceto balsamico.

L’oro olimpico di Vancouver, infatti, da anni coltiva la passione per il prodotto tradizionale di Reggio Emilia e fa parte del Consorzio di tutela. «Sono un produttore perché, come sapete, sono molto legato al mio territorio, alla mia Reggio Emilia e ai prodotti del luogo: sono sempre stato appassionato di enogastronomia», ha detto il campione mercoledì, a margine di un evento organizzato dal Consorzio tutela aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, ai Chiostri di San Pietro, per illustrare alcune importanti novità.



Lo sciatore si è ritagliato uno spazio di tempo per essere presente all’incontro e poi è partito alla volta della Svizzera, dove continuerà la preparazione per la Coppa del Mondo insieme agli altri azzurri.

«È tanti anni che sto costruendo la mia acetaia e ovviamente non potevo non dedicarmi al prodotto principe: il balsamico Dop. Entrerò a breve sul mercato. La prima batteria l’aveva fatta mio nonno e poi mia madre ne aveva allestita una quando ero nato. Ho questa passione fin da piccolo e negli ultimi 7-8 anni ho ampliato la mia batteria. Sono emozionato, perché si avvicina il momento clou in cui inizierò a proporre i miei prodotti, alcuni dei quali hanno più di 20 anni. Quella che era una passione di famiglia sta diventando una piccola acetaia di montagna, a Razzolo di Villa Minozzo. Inizia la mia avventura da produttore».



Giuliano Razzoli si conferma un atleta innamorato di Reggio e delle sue tradizioni e la sua passione è linfa vitale per il Consorzio di tutela e i suoi soci, che stanno lavorando per far conoscere sempre di più questa eccellenza gastronomica.

Per l’atleta di Villa Minozzo non è ancora il momento di pensare a quello che farà dopo il ritiro, perché c’è una stagione alle porte. «Cosa farò dopo? Sicuramente l’aceto balsamico è una delle cose alle quali tengo molto. Adesso però sono concentrato sulle prestazioni sportive e sento di avere la possibilità di fare un’annata buona dopo un anno molto difficile a causa del Covid».

Che si parli di aceto o di sci, il filo conduttore nelle attività del “Razzo” è sempre lo stesso. «La mia attività 365 giorni all’anno è lo sci e anche questa è una passione, che al momento mi porta via molto più tempo dell’aceto. Ho fatto una buona preparazione, senza nessun intoppo. Per me è un’annata importante. Si parte con la Coppa del Mondo e poi a febbraio ci sono le olimpiadi di Pechino alle quali punto».

Avanti così, allora, sulle piste da sci o nell’acetaia di Razzoli, cercando grandi traguardi, sempre con passione e lavoro.

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