Morto a 93 anni Antonio Iotti per tutti il partigiano “Toti”

Fu dirigente Pci, redattore del Gazzettino, volontario nel calcio e commerciante. Il nipote Alberto: «A 16 anni fece una scelta di vita che portò alla Liberazione»

SANT’ILARIO. Si è spento all’età di 93 anni Antonio Iotti, conosciuto in paese con il soprannome Tognèt, uno degli ultimi partigiani santiliaresi combattenti della Resistenza.

Antonio Iotti era nato a Sant’Ilario il 25 giugno del 1928, il più giovane di tre fratelli (Enrico e Pietro gli altri). A 16 anni decise, a insaputa dei genitori, di diventare partigiano raggiungendo gli antifascisti in montagna.


«Mi hanno sempre affascinato i suoi racconti, pieni di storie raccontate con quella verve che solo lui sapeva dare, e mi immaginavo quel giovane coi pantaloni corti affrontare le vicissitudini di guerra – lo ricorda con affetto il suo nipote, Alberto Iotti –. Quella scelta di vita ha portato alla Liberazione. Si unì nel 1944 alla 148esima Brigata Garibaldi e scelse il nome di battaglia Toti».

Antonio ha ricevuto la medaglia della Liberazione per il suo impegno durante la guerra. Pochi anni fa anche il Comune di Sant’Ilario lo ha ricordato, assieme ad altri partigiani, consegnandoli un diploma. Iotti è sempre stato attivo nella vita politica e sociale del paese. Iscritto al Pci e a lungo dirigente del partito, è stato attivo nella attività di organizzazione del calcio giovanile e anche come redattore del Gazzettino Santilariese. In passato ha condotto per alcuni anni un’attività commerciale, prima a Sant’Ilario e poi a Calerno.

«Da qualche anno si era trasferito a Parma – afferma il nipote – ma ha sempre mantenuto i contatti col suo paese di origine. Quando ci sentivamo al telefono, oltre alle discussioni politiche, mi chiedeva sempre notizie. La sua testimonianza sarà sempre viva nella memoria collettiva del nostro paese».

Anche il Gazzettino Santilierese è in lutto per la scomparsa di uno dei suoi ex redattori. «Antonio, ultimo dei tre fratelli Iotti dopo Enrico e Piero, nel 1943 (anno dell’armistizio) non aveva ancora compiuto 16 anni, ma dopo l’8 settembre diventò staffetta partigiana col compito di accompagnare i gruppi di ragazzi che volevano unirsi alla Resistenza, guidandoli da Sant’Ilario fino alle montagne dietro Traversetolo – scrivono di lui –. Solo nel 1944 si unì alla 148esima Brigata Garibaldi (sui monti del parmense), scegliendo come nome di battaglia “Toti”. Dopo la guerra fu anche dirigente del Pci locale, ruolo che svolse con grande passione e intelligenza e che lo vide attivo in tutta una serie di iniziative politiche, compresa l’organizzazione delle tante Feste dell’Unità. Per anni si dedicò anche al nostro Gazzettino con tanta energia e competenze, fu per lunghissimi anni redattore e imprescindibile colonna portante. Anche la redazione del Gazzettino Santilariese esprime le più sentite condoglianze e si stringe attorno ai suoi familiari. Addio Tognèt».

Antonio Iotti lascia la moglie Luisa e il figlio Elio. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata questa mattina a Parma.

Daniela Aliu

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