Aceto balsamico tradizionale di Reggio: arrivano le confezioni monodose

REGGIO EMILIA. Il Consorzio tutela aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ingrana la marcia. L’ente ha presentato mercoledì, ai Chiostri di San Pietro, tre importanti novità.

Per la prima volta il prezioso condimento potrà essere acquistato anche in un formato più piccolo rispetto ai 100 millilitri tradizionali. Il Consorzio ha infatti lanciato il formato da 10 millilitri per incentivare la degustazione e superare lo scoglio del prezzo, nella convinzione, come spiega il presidente Andrea Bezzecchi, «che chi inizia ad usare il balsamico, difficilmente poi lo abbandona».


La seconda importante novità è la collaborazione con l’Associazione nazionale degli allevatori bovini di razza reggiana (vacche rosse), che unisce i produttori del pregiato Parmigiano-Reggiano. Due realtà di nicchia, rispetto ai rispettivi mercati di appartenenza, che puntano sulla elevata qualità del prodotto, hanno dunque deciso di rafforzarsi a vicenda. «Faremo un ricettario comune – prosegue il presidente Bezzecchi – per illustrare ricette a base dei nostri prodotti e ci sarà una collaborazione nei punti vendita. Le confezioni monodose di aceto potranno anche essere vendute con delle punte di Parmigiano: un binomio di qualità per un regalo perfetto».

La terza novità è la collaborazione con Ambasciatori del Gusto, associazione che promuove l’eccellenza della ristorazione italiana e di cui fanno parte i migliori chef italiani, da Bottura a Cracco. «L’associazione farà formazione nelle scuole alberghiere, promuoverà il balsamico di Reggio nell’alta cucina e negli eventi di settore», aggiunge il presidente.

Il Consorzio rappresenta oltre 60 soci, che producono più del 90% del balsamico Dop di Reggio Emilia (15/20mila bottigliette da 100 ml all’anno, per un fatturato di 3/4 milioni di euro). Una realtà piccola, che pero gioca un ruolo importante nella gastronomia emiliana e in prospettiva può rappresentare un punto di forza per il turismo reggiano.

I produttori di balsamico sono prima di tutti dei grandi appassionati. «Perché economicamente parlando è una pazzia assoluta. Si parte da una tonnellata di uva, che va pigiata, cotta e poi bisogna aspettare 12 anni per spillare qualche litro...», conclude il presidente.

J. D. P.

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