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Ilaria riabbraccia Leo in Turchia in attesa di un’altra udienza

Ilaria Sassone e Leo nel loro tenero abbraccio ora che sono insieme

Novellara, la mamma è in lotta per riportare a casa il bambino sottratto dal padre. Per qualche giorno potrà stare con lui ma la battaglia è ancora lunga

NOVELLARA. Il piccolo Leo è di nuovo tra le braccia di mamma Ilaria. La foto che li ritrae insieme all’arrivo in Turchia della donna in questi giorni racconta, una volta in più semmai ce ne fosse bisogno, di quanto è dura per lei e il figlio quella lontananza imposta da una difficile, quanto dolorosa, battaglia legale per l’affidamento del piccolo. Che si sta combattendo in Turchia, benché il bambino da oltre un anno sia stato portato lì illegalmente dal padre. «Martedì è riuscita a riabbracciare il suo bambino e potrà stare con lui sino al 18, ma in Turchia. Il 17 c’è una nuova udienza. Ma i tempi e gli ostacoli per il rientro si prospettano troppo lunghi». Così l’avvocatessa Giovanna Fava che da principio è al fianco di Ilaria Sassone in questa battaglia, commenta così l’ennesimo viaggio della donna in Turchia.

L'avvocatessa Giovanna Fava


Ilaria, attraverso le sue legali italiana e turca, aveva chiesto di poter trascorrere le vacanze con il figlio in Italia. Un permesso che però le è stato negato, salvo darle l’ok per un periodo da trascorrere insieme, ma in Turchia. Una decisione positiva, certo, ma che era arrivata un giorno per l’altro e che comunque per la donna si scontra con non poche questioni logistiche ed economiche. Per questo aveva chiesto che il piccolo potesse trascorrere qui in Italia, e a Novellara per la precisione dove Ilaria ha la sua rete famigliare, il periodo di vacanza. Un permesso che non è arrivato e ha costretto Ilaria a nuovamente attendere il momento per andare in Turchia. Momento che finalmente è arrivato.



Intanto, ci sono le udienze. Dopo un primo ok al ritorno del bambino in Italia – in quanto cittadino italiano – il giudice di secondo grado turco ha bloccato tutto, chiedendo un nuovo giudizio che tenesse conto della condizioni psicologica del bambino. Mentre, paradossalmente, in Italia c’è un procedimento con un processo a carico del padre del bambino – un cittadino tedesco di origine turca, che per qualche tempo ha vissuto a Firenze dove ha conosciuto Ilaria quando lei era una studentessa di architettura – per il reato di sottrazione di minore.Ilaria Sassone ha scritto lettere a tutte le più alte cariche istituzionali italiane ed europee per chiedere aiuto affinchè il suo bambino di 5 anni possa tornare finalmente a casa. Ma ancora sembra è da sola a combattere questa difficile battaglia.