Scuola, scatta la protesta: «Per il ritorno in classe serve più chiarezza»

Presidio unitario (Cgil, Cisl e Uil) convocato venerdì alle 17.30 in piazza Del Monte. Saccani: «Il vaccino obbligatorio è giusto. Anche il green pass, ma non è l’ideale»

REGGIO EMILIA. «Ritorno in classe con più chiarezza e più risorse». Questo lo slogan scelto dai sindacati unitari Cgil, Cisl e Uil per un presidio sulla scuola che si svolgerà venerdì 10 settembre, dalle 17.30 alle 19, in piazza Del Monte. Un sit-in al quale è invitato a partecipare l’intero mondo scolastico, al centro della bufera per un avvio che si prefigura, per il terzo anno consecutivo, in salita.

Ne abbiamo parlato con Silvano Saccani, segretario della Cgil Scuola, che ribadisce: «A nostro avviso, lo abbiamo ripetuto in tutte le salse, la vaccinazione obbligatoria è giusta così come il green pass, sebbene quest’ultimo non sia lo strumento ideale per la scuola». Ma per il sindacato su vaccini e tamponi è indiscutibile la necessità di una corsia preferenziale per il personale scolastico.


Ci spiega il botta e risposta con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sui tamponi?

«È accaduto che, il giorno dopo la firma del protocollo sulla sicurezza (che noi abbiamo fortemente voluto) il ministro se n’è uscito con una sua interpretazione. Oggetto del contendere, tra l’altro, l’assenza della gratuità dei tamponi per il personale della scuola. Al momento i tamponi gratuiti per tutti mancano. Esistono lavoratori fragili che non possono vaccinarsi per motivi di salute; questi, se vogliono lavorare, dovranno pagare di tasca propria il tampone ogni due o tre giorni. Non parliamo di no vax, ma di persone che hanno tentato invano di prendere appuntamento in ospedale per tempo, seguendo le regole: ad esempio si è rivolta a noi una docente che, pur essendosi prenotata subito dopo ferragosto, si è vista fissare l’appuntamento per il 15 settembre, il che significa che dovrà rivolgersi alla sanità privata pagando 15 euro per ogni tampone. Anche per questo motivo su vaccini e tamponi ci dev’essere una corsia preferenziale per il personale scolastico e un presidio sanitario in ogni plesso».

Sempre il ministro Bianchi ha dichiarato ieri che gli incarichi annuali sono stati anticipati, sono state fatte 60mila assunzioni e il 13 settembre i docenti saranno tutti in cattedra: sarebbe una prima volta?

«Per la verità in passato gli incarichi sono stati assegnati addirittura il primo settembre. Quest’anno riconosciamo che le nomine anticipate sono state una buona idea. È vero che il 13 settembre tutti i docenti saranno in aula, ma resta una buona fetta di posti che sarebbero potuti andare a ruolo, invece non è stata fatta l’operazione. Sulle assunzioni registriamo qualche passo avanti, ma ricordiamo che i posti che andranno a supplenza annuale quest’anno nella nostra provincia sono più di 2.200 (1.800 docenti più 400 personale Ata). Così si continua ad alimentare il precariato».

Il sindacato insiste sulla mancanza degli 800 docenti Covid dell’anno scorso: non è troppo tardi?

«No, siamo ancora in tempo, visto che la legge di bilancio va presentata entro il 30 settembre. Se esiste la volontà politica si potrebbe fare in una settimana, ma quella volontà non c’è. E si continua con le classi pollaio: secondo i nostri dati sei-sette classi, alle superiori, sono formate da un numero di studenti che va dai 27 ai 31».

Altre questioni rimaste sul fuoco?

«L’edilizia scolastica: tanti si riempiono la bocca con la scuola diffusa, però noi abbiamo una scuola situata negli scantinati, il Cpia Reggio Sud. Poi i trasporti: giusto evitare il doppio turno in città, ma il cambiamento latita».

Il tormentone di quest’anno scolastico è il green pass, al quale la Cgil è sempre stata favorevole. Ha letto che lo storico Alessandro Barbero ha firmato contro?

«Mi dispiace che Barbero abbia preso questa posizione. A nostro avviso, lo abbiamo ripetuto in tutte le salse, la vaccinazione obbligatoria è giusta così come il green pass, sebbene quest’ultimo non sia lo strumento ideale per la scuola: la App va bene per andare al ristorante, allo stadio o ai concerti, per andare ogni giorno in aula servirebbe qualcosa di più essenziale e agile. Sulla fantomatica piattaforma per la verifica del green pass speriamo che funzioni, perché negli istituti che contano più di un centinaio di dipendenti questi rischiano di doversi presentare mezz’ora prima per i controlli. Lo vedremo il 13 settembre».

Sulla sospensione dal servizio per i no vax?

«Al momento non ci risultano casi eclatanti nel reggiano».

Cosa ne pensa del fatto che gli studenti vaccinati di una classe, dove emergerà un positivo, potranno rientrare dopo una sola settimana di quarantena?

«Mi preoccupa, credo che l’idea di lasciar andare sia un po’ pericolosa, soprattutto sentendo gli esperti sulla variante Delta. Bene invece i camper vaccinali dell’Ausl negli istituti superiori: ieri mattina c’era una fila di ragazzi al camper in via Makallè, è un segnale bello e utile, vaccinare la stragrande maggioranza degli studenti delle superiori sarebbe un gran risultato».

Saccani sarà un anno scolastico “normale”, finalmente senza Dad?

«No anche quest’anno non sarà un anno normale. Si cercherà di fare di tutto per evitare la Dad ma siamo lontani dalla normalità. Prepariamoci a misurarci con le difficoltà legate alla pandemia e alla sua evoluzione».

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