«I concerti tornino alla capienza totale»

Salzano, fra i promotori della Rcf Arena al Campovolo: «Grazie al Green pass è necessario questo tipo di approccio»

REGGIO EMILIA. Gli impresari dello spettacolo, pesantemente colpiti dalle misure di contrasto della pandemia, scalpitano per ritornare al più presto alla normalità e salvare un settore che rischia di non riprendersi dai danni provocati da un anno e mezzo di chiusura. Fra questi anche Ferdinando Salzano, uno dei promotori dell’Arena al Campovolo, che si è fatto portavoce della richiesta di ammettere la totalità degli spettatori che arene, sale, teatri e palazzetti possono contenere.

«È assolutamente necessario che il green pass porti alla capienza totale», ha detto Salzano rispondendo alla domanda di un giornalista durante la conferenza stampa di presentazione dei Seat Music Awards, che si esibiranno domani e dopodomani all'Arena di Verona.


Salzano è l’amministratore di Friends&Partners spa, la maggiore società italiana nel settore della musica dal vivo, delle produzioni televisive musicali e dei grandi eventi. Insieme a Claudio Maioli, il manager di Luciano Ligabue, e agli altri promotori del progetto ha avuto in gestione la Rcf Arena che sta prendendo forma nell’area dell’aeroporto di Reggio Emilia. Una battaglia alla quale è legata anche la sorte di questo luogo di spettacoli, il più vasto d’Europa, capace di accogliere più di centomila persone. Salzano si appella all’obbligo del lasciapassare sanitario affinché non si pongano restrizioni all’ingresso degli spettatori immuni dal Coronavirus e perciò esenti dal contagio. «Credo che sia assolutamente necessario – ha detto – che il Green Pass porti alla capienza totale. L’autunno si salva se il Green Pass vale come capienza totale, con obbligo della mascherina e controllo della temperatura. Deve esserci questo approccio».

Con poche battute ben calibrate l’impresario ha preannunciato l’apertura di quella che sembra una vera vertenza del settore, rivelando che le maggiori imprese italiane dello spettacolo, insieme a moltissimi artisti, hanno intenzione di far sentire la propria voce comunicando direttamente al governo le istanze della categoria.

«Non è questo il momento per parlarne – ha detto – ma posso anticipare che tutte le grandi agenzie di Booking italiane, e ovviamente gli artisti, si stanno unendo. È necessario che con il Green pass ora si torni a spettacoli e concerti con le location a piena capienza, visto che fino ad oggi ci siamo attenuti a tutte le norme. L’ultimo Dpcm, quello del 6 agosto, prevedeva che il Green pass mantenesse le prescrizioni precedenti, quindi distanziamento, mascherine e limitazione della capienza. L’autunno del mondo dello spettacolo e dei concerti si salva se il Green Pass vale come capienza totale. Che siano posti in piedi, posti seduti, mezzi in piedi o mezzi seduti, li si deve poter occupare, ovviamente con l’obbligo della mascherina e il controllo della temperatura. Se non c’è questo tipo di approccio affronteremo un altro anno di sciagura del mondo dello spettacolo».

Nel 2019 in Italia le imprese del sistema culturale erano oltre 291mila, circa il 5% di tutte le imprese registrate nel paese, e impiegavano 1,55 milioni di persone, con un giro di affari pari a 96 miliardi. L’Italia è il primo Paese europeo per quota di imprese culturali sul totale: il 14,5% delle imprese culturali europee è italiano, davanti a Francia (13,4%), Germania (10,5%), Spagna (10,2%) e Regno Unito (8,2%).

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