Il vescovo chiede la grazia per i vandalismi contro la chiesa

Monsignor Massimo Camisasca all’arrivo in chiesa si è inginocchiato a pregare davanti alla statua della Madonna che i vandali hanno decapitato

Scandiano, monsignor Camisasca prega davanti alla Madonna decapitata. «Sì a una nuova stagione, i figli riconoscano la Madre»

SCANDIANO. A volte i toni della voce fanno sì che le parole assumano un significato ancora più incisivo e che arrivino direttamente al cuore, dando così un senso profondo al pensiero espresso. È quello che è avvenuto domenica pomeriggio 5 settembre, durante la “messa di riparazione” che il vescovo, monsignor Massimo Camisasca, ha celebrato nella chiesa di Ca’ de Caroli dove – presumibilmente nella notte tra domenica e lunedì scorso – persone ancora da identificare hanno commesso atti vandalici distruggendo il tabernacolo, decapitando la statua della Madonna, spargendo a terra le ostie e devastando la sacrestia e i locali del catechismo.

In tanti hanno preso parte alla celebrazione che è stata voluta dal vescovo proprio come riparazione rispetto al grave atto di vandalismo che ha distrutto arredi e simboli sacri all’interno della chiesa di Ca’ de Caroli, su cui ancora indagano i carabinieri.


Forse i fedeli che frequentano la chiesa di Ca’ de Caroli non sono mai stati così turbati come lo sono stati da questo avvenimento e sicuramente non hanno mai visto così tanti carabinieri nelle vicinanze della loro chiesa, subito dopo la scoperta dell’accaduto, affaccendati a ricostruire quanto successo e a cercare eventuali testimonianze che potessero aiutarli a trovare i responsabili di una devastazione che ha lasciato allibiti, per quanto è stato distrutto. Le indagini sono ancora in corso e la procura è stata informata puntualmente.



Per questo, probabilmente, ieri pomeriggio già un’ora prima dell’inizio della messa moltissimi erano i cittadini presenti sul sagrato, tanto che non tutti hanno trovato posto all’interno e dai loro volti si percepiva tutta l’ansia, lo sgomento e la rabbia per accaduto.È stata una chiesa gremita, quindi, quella che ha accolto il vescovo, arrivato alle 16,30 per la celebrazione. Monsignor Massimo Camisasca – che già in una nota diffusa dalla diocesi giovedì sera, poche ore dopo la scoperta del vandalismo, aveva duramente condannato quanto accaduto – ieri ha rivolto ai fedeli poche ma profonde parole.

Innanzitutto ha auspicato che da questo spregevole atto possa nascere una nuova stagione, «una stagione in cui i figli riconoscano la Madre che non ha altro desiderio per i suoi figli che la gioia, il perdono, la comunione, la vita». «Tante sono le ragioni che offuscano le vie dell’amore. Tutto ciò che impedisce ai figli di riconoscere la Madre, come gli odi, le false conoscenze della storia, risentimenti deve perciò cadere» ha detto dal pulpito. Questa è la grazia che il Vescovo chiede «di aprire il cuore e farsi accogliere dalle braccia e dalla bontà della Madre».



Infine, ha commentato i fatti accaduti dicendo che «tutti i nostri paesi hanno bisogno di luce e il Tabernacolo è il centro della luce. Questa luce pur non potendo difendersi, come abbiamo visto dagli atti di questi giorni, continua a irradiare amore, sostegno, perdono. La luce dell’Eucarestia è la luce che sostiene il nostro cammino. Profanare l’Eucarestia non è solo un gesto contro Dio, è un gesto anche contro la comunità».Monsignor Camisasca ha finito la poi la Sua omelia ringraziando il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti per le parole di solidarietà – il primo cittadino e la maggioranza hanno proposto un banchetto per raccogliere fondi in favore della chiesa, da organizzare nei prossimi giorni e che attende l’ok della Curia –, don Quirino Bertoldi il parroco di Ca’ de Caroli presente ieri e Ventoso e tutti coloro che hanno pregato e partecipato «alla sofferenza della Chiesa».

Prima di andarsene e salutare tutti i presenti riuniti a Ca’ de Caroli, il vescovo ha voluto regalare alla comunità colpita una catenina che possedeva da tantissimi anni, dicendo di farne l’uso migliore per la comunità dei fedeli.