Il borgo di Rossena ritorna al medioevo per il Perdono del papa a Enrico IV

Matilde di Canossa interpretata da Julia Rossi

Canossa, suggestiva la 30esima edizione della rievocazione storica "Canossana". Per un giorno lungo i vicoli per il castello suoni e costumi dell’epoca 

CANOSSA. Dopo lo stop imposto un anno fa dalla pandemia, è tornata sabato la Rievocazione storica canossana. La trentesima edizione ha trovato spazio nel borgo di Rossena, dove si è tornata a respirare un’aria medievale. Già dal primo pomeriggio centinaia di visitatori hanno affollato il villaggio ricostruito nei vicoli che portano al castello, dove le accurate ambientazioni di antichi mestieri hanno ricordato usi e costumi di un tempo lontano, accompagnate da musica medioevale diffusa in tutto il villaggio.



La “bottega del cerusico” (il medico) con tutti gli strumenti chirurgici e i vari unguenti per curare “tutti i malanni” è stata una delle ricostruzioni più apprezzate grazie anche alla disponibilità del “medico medioevale”, che con affabilità rispondeva alla curiosità dei visitatori. La bottega delle armi, tutte rigorosamente in legno, è stata presa d’assalto dai numerosi bambini desiderosi di cimentarsi, sotto lo sguardo attento dei genitori, in duelli degni dei tornei medioevali, mentre gli arcieri davano saggio della loro bravura. E ancora: il banchetto delle spezie, il fabbro che con incudine e martello lavorava il metallo, e le donne che costruivano cesti di vimini. Vi era persino un lupanare, luogo dove un tempo si esercitava “il mestiere più antico del mondo”. A questa ricostruzione hanno partecipato circa 300 figuranti: musici, sbandieratori, cavalieri, nobili e popolani, impersonati da cittadini che ancora una volta hanno prestato la loro preziosa collaborazione, e che hanno animato le vie del borgo fino al momento della sfilata delle 7 Contrade in cui si suddivideva il territorio matildico, per raggiungere il castello.



Il momento più attesto è stato la rievocazione storica – a cura del regista Alberto Di Matteo – del Perdono concesso dal Papa Gregorio VII all’Imperatore Enrico IV. Tutta la rappresentazione è stata seguita in religioso silenzio nel parchetto adiacente alla chiesa del castello da un pubblico attento che ha partecipato attivamente con numerosi applausi a sottolineare i momenti salienti dell’avvenimento. Il momento più importante è stato il discorso di Matilde, magistralmente interpretata dall’attrice Julia Rossi, rivolto al Papa per perorare la causa del cugino Enrico. Un discorso che ha messo in luce le capacità politiche, diplomatiche, e anche di astuzia femminile, di Matilde che, sottilmente, ha fatto presente al Papa che, concedendo il perdono, ne avrebbe ottenuto anche lui un vantaggio venendo ricordato nel tempo come il” Papa Riconciliatore”. Nella difesa della sua causa Matilde è stata aiutata dal suo confessore spirituale, il monaco benedettino Donizone di Canossa, impersonato dal bravissimo attore Aldo Carboni. A fronte di questo e dinanzi a Enrico IV, ormai da 3 giorni in ginocchio davanti al castello vestito di un solo saio, il Papa con parole emozionanti perdona l’imperatore, riammettendolo alla comunità dei cristiani, e gli pone nuovamente sul capo la corona che si era tolta in segno di umiltà.



È finita così la rappresentazione tra gli applausi, ma non la festa che ha visto tutti i figuranti, con in testa i protagonisti principali, sfilare dal castello al centro del villaggio, per festeggiare l’evento.Nonostante le limitazioni dettate dalle ragioni sanitarie, ancora una volta il pubblico ha partecipato con calore alla tradizionale rievocazione storica matildica, tra le più amate in terra reggiana.